koka

Nr. 148 / 21 janar 2012

aluk

 

Con gli imprenditori albanesi in Toscana, Italia

L’immigrato diventato il primo imprenditore albanese in Ialia
La sua storia è simile a quelli di molti altri immigrati albanesi, che rischiando la loro vita, si avviarono verso le coste italiane per realizzare il loro sogno di una vita migliore. Mentre la sua strada verso la realizzazione di questo sogno è un po diversa...
Nikolin Gjeloshi di Dukagjin avrebbe pensato di fare una vita ricca anche rimanendo semplicemente in Albania sfruttando le opportunità creategli quando fu nominato Direttore di Polizia a Scutari. In quel tempo gli è stato chiesto di occuparsi dell’Operazione “Pelicano”, il quale amministrava gli aiuti umanitari italiani nell’inizio degli anni ’90, quando in Albania mancava proprio tutto. Più passavano i giorni in quel lavoro, e più vedeva i modi illeciti con i quali i suoi colleghi si arricchivano mentre si impossessavano degli aiuti destinati alla gente povera. Questo non era in concomitanza con il suo carattere e la sua coscienza. Combattere da solo quella galloppante corruzione che fioriva alle spalle di un misero popolo, sarebbe stata un impresa Don Kisciottesca e poteva mettere a rischio la vita sua e della sua famiglia. L’unica via, dunque, era di allontanarsi da quel posto e cercare di costruirsi una vita onesta fuori dal paese, in Italia. Ci provò sei volte a passare il confine, senza successo. In seguito riuscì ad arrivare sulle coste italiane e dopo in Sicilia. Cominciò a lavorare per sopravvivere, come tutti gli altri immigrati. Ma, non era questo il suo sogno. Si rese conto che il suo sogno non si sarebbe mai realizzato in Sicilia. Per questo motivo traslocò in Toscana, presso alcuni suoi conoscenti. Li cominciò a svolgere un attività indipendente, per diventare inizialmente un piccolo impresario, per poi allargare la sua attività con lavoro onesto. Provò ad iniziare una piccola impresa edile ma gli ostacoli burocratici erano tremendi. Non vi era ancora un accordo intergovernativo tra Italia ed Albania sulle licenze per le attività private. Nonostante le difficoltà, Nikolin non era uno che cedeva. Insistette negli uffici, in questura, nel comune e ovunque. Il Comune di Pistoia aveva una mentalità alquanto diversa nei confronti degli immigrati albanesi, sostenendo Nikolin. Egli dunque riuscì ad aprire la prima attività edile albanese col nome “Edil-Albo”, divenendo cosi il primo impresario albanese, e aprendo la strada a molti altri connazionali che si battevano per lo stesso sogno.
Inizia cosi la strada imprenditoriale di Nikolin, che passo dopo passo, mirava a realizzare il suo sogno, diventare un semplice imprenditore...

Da Nikolin a 1038 impresari albanesi, solo in Pistoia
Circa due annni fa mi capitò di andare per alcuni giorni, per motivi di lavoro in Toscana, esattamente a Prato, una piccola città vicino Firenze. Notai che metà della popolazione erano cinesi che svolgevano le loro attività di produzione e commercio ed erano integrati benissimo nella vita italiana.
Mentre guardavo quei grandi capannoni dove producevano e vendevano vari prodotti, i negozzi ecc., pensai: “come mai gli albanesi non riuscivano a creare una comunità del genere ed imporsi alla popolazione locale cone le loro attività e lavoro?!” Non sapevo che a meno di 6 km, nella città medievale di Pistoia erano proprio gli albanesi che dominavano si di numero che di attività produttiva sugli altri immigrati e che avevano creato una comunità compatta e rispettabile nell’area. Fu un altro giovane di Dukagjin, il mio amico e collega Gjin Musa, il quale mi telefonò da Roma, chiedendomi di incontrarlo a Pistoia in un attività degli imprenditori albanesi, che mi fece conoscere questa allegra realtà.
Andai con piacere e quello che vidi e seguii per due giorni mi riempì di gioia ed orgoglio per i miei connazionali, che con lavoro onesto si erano integrati cosi bene.
L’attività intitolata “Italia-Albania, 20 anni di impresa” era organizzata dal Comune di Pistoia, ma ideata dall’imprenditore di successo Nikolin Gjeloshi, ormai cittadino italiano, il quale è diventato un punto di riferimento per gli immigrati albanesi e per le autorità italiane, nonché un ponte di collegamento fra loro, per il reciproco aiuto e rispetto. Questa reciproca stima e rispetto lo dimostra anche il livello di organizzazione di questo incontro, l’interessamento e la partecipazione. Lo stesso Sindaco, Renzo Berti, aveva prenotato per questo incontro la sala più bella, ossia la sala grande, come la chiamavano, adoperata dal Comune solo in importanti occasioni. Questa sala, assieme al palazzo comunale, è stata costruita nel 1200 ed è tutta rivestita di afreschi murali. Essa ha la sua particolare importanza anche per il fatto che quì è stato sottoscritto il primo documento degli imprenditori italiani.
È una grande soddisfazione vedere questa sala piena di albanesi, che, a quanto pare, si conoscevano bene tra loro ed erano ormai abituati ad incontri del genere. Si notava altresì la presenza dei semplici cittadini di Pistoia, oltre alle autorità locali, che erano contenti di essere presenti in questa attività dei loro amici albanesi. Oltre il Sindaco, erano presenti anche dirigenti del Confartigianato di Pistoia e Firenze, impiegati del Comune, e delle banche che sostengono gli imprenditori albanesi con un sentimento di rispetto e fiducia reciproca.
Salutando i presenti, il Sindaco Renzo Berti, dice: “Riceviamo con piacere in questa sala quest’attività che è un frutto di accoglienza e rispetto che gli abitanti di Pistoia hanno nei confronti della comunità albanese, ma è sopratutto frutto di quella fiducia che gli stessi albanesi hanno saputo creare in mezzo a noi negli anni”.
Poi prende il discorso Nikolin, il quale non si ferma nella storia della sua vita, ma a nome degli imprenditori albanesi, fa un appello alle istituzioni italiane ed albanesi: “Vorrei che il termine crisi sia combattuto anzitutto col lavoro, bisogna aprire una vera stagione di lavoro, rafforzando la collaborazione ed il rispetto reciproco”. Parlare con questo linguaggio ottimistico, in un tempo quando la crisi a raggiunto temibili dimensioni anche in Italia, è come l’ossigeno per questi piccoli imprenditori albanesi che stanno diventando un esempio anche per gli stessi italiani su come si può sopravvivere ed andare avanti anche con dei piccoli passi in un momento quando tutto sembra che stia fermo.
Quì a Pistoia sono ormai 1038 imprenditori albanesi, occupando il primo posto tra gli altri imprenditori. Nikolin, dalla sua impresa edile, è ormai diventato un consulente tecnico presso la grande impresa di costruzione delle piscine “Del Taglia”. Questa impresa costruisce centinaia di modelli di piscine, di tutte le forme, e li esporta in vari paesi del mondo. Nikolin svolge un ruolo importante per quanto riguarda la creatività. Nel catalogo dell’impresa lo vediamo in una foto con una delle vincitrici di Miss Italia, mentre fa pubblicità ai prodotti di questa impresa.
Tra questi imprenditori, 700 hanno imrese edili, altri hanno imprese agricole, servizzi, ristoranti ecc. Sulle loro attività ed integrazione parla anche il documentario proiettato per i presenti, realizzato da TVL Pistoia. Alkid Dema, per esempio, ha un impresa di produzione di materiale edile di ferro col quale rifornisce le altre imprese di costruzione a Firenze, Prato ed oltre. Fino ad ora ha impiegato 11 operai.
I fratelli Ejlli hanno un’officina che produce coperture ed altro materiale di ferro per le serre. Le loro produzioni vengono vendute in tutta l’Italia del nord ed altri paesi dell’Europa. Rudina Gjondrekaj ha una sua parruccheria, Ardian Pema ha la sua pizzeria, molto frequentata anche dagli italiani, Leonard Prenga è conosciuto per le produzioni di ortaggi. Questi imprenditori ed altri vengono premiati con premi speciali durante questo meeting, per i loro risultati da imprenditori. Seguendo questo piacevole meeting noto che anche il servizio fotografico e video è coperto dal noto scutarino Ferdinand Bjanku e dalla fotoreporter Stela Subashi. Per la cronaca si impegna la giornalista Afërdita Shani da Velipoja di Scutari, presidente dell’Icse, in continuo contatto ed un grande aiuto per gli imprenditori albanesi presso le istituzioni locali a Pistoia e Firenze.
La calorosa atmosfera di questo meeting continua con la cena in un ristorante simpatico di Pistoia, prenotato dagli organizzatori dell’attività. Di nuovo insieme, italiani ed albanesi, conversando calorosamente, come in una grande famiglia.
Insieme all’amico del mio collega Ramadan Bigza, arrivato da Atene per il giornale “Albania Press”, parliamo delle impressioni che sorge un incontro del genere tra connazionali ed amici. Di fronte abbiamo il signor Donini che per 20 anni è stato presidente del Confartigianato di Firenze. Egli parla con simpatia per la comunità albanese a Firenze e Pistoia. Veniamo a sapere che in Toscana vivono oltre 65 mila albanesi e che hanno il 12% dell’attività imprenditoriale. Quello che da più gioia è l’età media di questi imprenditori che va da 30 a 49 anni, mentre l’età media degli imprenditori italiani è di 60 anni. Questo parla della vitalità e l’energia giovanile delle attività dei produttori albanesi in questa zona ed ha una buona prospettiva di crescita nel futuro.

Il libro
Nella sala dell’attività vi era esposto un libro intitolato “Niko” che è stato scritto da una nota personalità nel campo della moda, della scena del teatro e cinematografia, Paolo Seganti. Quest’autore, noto presentatore di Channel, Valentino ed Armani nelle passarelle di moda a Parigi, Milano e Tokio, ora attore in America, è stato atratto in modo particolare dalla storia dell’immigrato albanese Nikolin Gjeloshi, che lo chiama “cittadino del mondo”. Il libro inizia con un breve preambolo di prof. Enrico Ottombino. Il libro è stato scritto con ispirazione dallo scrittore ed è molto atrattivo. Fermandosi in un semplice montanaro delle montagne albanesi che si avvia nella strada dell’immigrato, l’autore generalizza in modo artistico, con sentimento umano, delicatezza e non senza dolore, l’immagine dell’uomo che per motivi economici volta le spalle al suo paese per cercare la fortuna in un’altra terra. È una storia dove si intrecciano l’orgoglio tipico dell’onesto montanaro albanese, con le tante speranze e delusioni che si abbattono come onde sulla strada di un immigrato, con le gioie e i dolori che accompagnano la sua vita quotidiana, con i tanti sacrifici fino al raggiungimento dello scopo che si è posto. Sono migliaia che prendono questa strada, ma non tutti ci riescono. Nikolin ci è riuscito, ecco perché lo scrittore Paolo Seganti lo fa diventare quasi un simbolo di tutti gli altri immigrati.
Il libro è stato presentato in questi giorni in un’apposita attività oranizzata nella città di Firenze ed è stato accolto bene dai lettori.

***
L’atmosfera del meeting del giorno prima è continuata il giorno seguente con una visita oranizzata nella meravigliosa città di Firenze, città di incalcolabili valori culturali ed artistici, la culla della Rinascita dell’Italia e dell’Europa. Nikolin ci invita ad andare in Piazza Michelangelo, su una delle colline dove il capoluogo della Toscana si vede come sul palmo della mano. Il panorama è davvero suggestivo ed i nostri connazionali si mettono a registrare le immagini ed a scattare foto della bela città sullo sfondo.
Erano due giorni veramente belli che ci hanno fatto sentire la presenza del nostro paese, la calorosa atmosfera albanese nel cuore della Toscana.

Ndue Lazri
Bologna-Italia

 

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Kthehu tek nr.148