
nr. 117 / 6 maj 2008
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Le
sanguisughe in panico, le icone del crimine non sono cliccate! La preoccupazione che nel Parlamento Albanese da 18
anni ormai vi è una moltitudine di gangster, omicidi (come anche è successo
di sparare quattro colpi nell’aula), vagabondi, incapaci e mercenari, è
rimasta “appesa” su un chiodo, in ogni famiglia albanese, come icona del
male. Nonostante gli albanesi sopportavano, pare che gli internazionali non
permettevano in nessun modo un tale non senso. E succedette quanto meno si
aspettava. Con 118 voti a favore, i deputati delle due forze politiche hanno
ribaltare la bozza costituzionale del 1998 ed approvarono il nuovo sistema
elettorale, passando al sistema proporzionale reg Questo è un buon augurio che promette un altro
respiro per un governamento diverso il che significa la fine del compra-vendi
dei deputati, che butta fuori parlamento chiunque non ubbidisce alle
decisioni politiche della forza rappresentante. Sono quindi 10 articoli della
Costituzione che hanno subito cambiamenti. Il sistema proporzionale regionale
è mescolato con i standard europei. L’Albania non avrà mai più una crisi
presidenziale, poiché l’elezione con una semplice maggioranza scoglie i nodi
e salta gli ostacoli, dietro i quali si sono arricchiti dei deputati
arroganti, solo perché hanno alzato la mano, sia pure contro la volontà
rappresentante del partito e degli elettori. Nemmeno il rumore sull’elezione
del Procuratore Generale sarà ormai funzionale, poiché non avrà più voce. Questi
passi sono il garante che avvicinano l’Albani con i standard europei, lo
fanno più credibile come paese con prospettive che suscita interessi globali.
L’autostrada Scutari - Hani i Hotit, un finanziamento della parte italiana da
circa 6 anni, fondo tramandato, non viene ancora finalizzata nonostante
l’anno scorso lo stesso Ministro degli Esteri ha dichiarato per questo
giornale che verso la primavera del 2008 sarebbero iniziati i lavori. La
primavera se n’è andata e pure quel ministro, tra l’altro molto rispettato
(per il giornale SHE), però niente ancora. Avremo una voce ottimistica solo
quando in politica non avremo più degli ignoranti, per non dire ladri e con
leggi “rette” come le corna del montone. I tre consoli d’Italia a Scutari,
sin dal 2000, Stefano De Leo, Roberto Orlando e ormai Stefano Marguccio,
hanno offerto ormai benevolenza e interesse, anche apertamente. I nostri
partner occidentali hanno sentito chiaramente il business in pericolo. Il
giornale sta investigando su un caso dove un affarista italiano ha investito
circa 1 milione e mezzo di euro nella regione di Scutari e
“l’amministratrice” albanese non solo sta cercando di metterlo fuori gioco,
ma l’italiano è anche minacciato a morte, e il caso in tribunale è andato
nelle mani di un giudice che, senza voler sbagliare, non si sa perché ritarda
il caso, sta legando o sciogliendo “nodi” come vuole o non vuole un
procuratore. L’albanese che pretende ormai di essere proprietaria del
business in questione, da immigrata, ha lavorato in Italia proprio presso il
buon uomo Borrielo, che la pagava regolarmente, l’aveva accettata nella
famiglia e si fidò dei rapporti interpersonali. E proprio soltanto in Albania
può succedere che l’usurpazione della politica e dei posti chiave che
sviluppano la società, fermare l’immagine tanto da far arrossire l’albanese
onesto che aspira all’integrazione nella famiglia europea. La nuova legge
elettorale butta fuori dal “castello” i responsabili di queste pazzie che
trovavano “spazio” nelle pagine di questa Costituzione, che, se usiamo un
detto italiano “bicchiere senza fiori”, dove per l’ironia albanese, forse
Leonardo Sciascia, un tale “Codice” della logica del “Consiglio d’Egitto”, lo
decifrerebbe “cucchiaio vuoto”. La Costituzione ormai è risanata. Una
Costituzione con dei standard che ha messo in panico le sanguisughe, anche
quelle che forse operano con le banche prendendo dei crediti enormi con
lunghi termini e interessi minimi, e, come si dice in giro, dandogli nel
mercato nero con 4% al mese. Non raramente le banche non hanno soldi e
l’economia albanese sta oscillando mettendo a rischio anche i depositi dei
cittadini. Un anello dell’ostaggio si sta rompendo. Ma, quello
che può preoccupare realmente è proprio il silenzio per non aprire i schedari
per i collaboratori del servizio intelligente dello stato dittatoriale di
Enver Hoxha. Gran parte di questi deputati, giuristi che abbiamo oggi si sono
accusati a vicenda di essere stati spie, criminali, ladri e nonostante tutto
che manca il morale, il Parlamento non ha mai aperto una discussione seria
per allontanare almeno i screditati, coloro che hanno condannato gli
innocenti, che sono stati zelanti nello scontro delle classi, che hanno
sporcato le mani con sangue umano, come ha accusato anche lo stesso Premier
Sali Berisha, l’uomo più devoto, almeno fino ad ora, alle sfide per
l’integrazione del Paese nelle strutture Euro-Atlantiche. Se le sanguisughe
sono in panico, è un paradosso che i schedari del crimine comunista non sono
cliccati! Siamo comunque su strada. Forse Berisha e Rama
saranno molto cauti nella selezione delle liste, poiché normalmente, se non
succede cosi, avranno un costo, siccome ormai, il nostro giornale, il primo
nel media scritto in Albania, in una pagina speciale, ha pubblicato con
coraggio i nomi e i pseudonimi dei politici con schedari e continuerà in
questo nobile servizio fino alla purificazione dell’immagine della politica e
dei funzionari dello Stato. Se i partiti senza elettorato erano delle
sanguisughe che succhiavano tutto, anche il fondoschiena, perché non sazie,
le spie sono icone dei crimini antiumani, gli esseri più odiosi della libertà
e della democrazia. Rifiuti del genere li trovi tuttora nei cosiddetti nuovi
sorvegli. Vi sono quelli che prendono invano i stipendi dallo Stato,
prendendo il caffè con abiti che non sono stati stirati e lavati da chissà
quanti anni, nei due chioschi davanti al municipio, nei marciapiedi che
odorano di alcool, che allargano “involontariamente” le giacche nere, per far
vedere le pistole, che abbassano l’immagine dello Stato al loro livello. Le
spie ignoranti sono indicate da chiunque. Solo loro, poveretti, non lo sanno,
nonostante camminano in coppia. Immaginate due topi, Fratelli Siamesi, con
pochi peli neri sul viso, che dopo essere usciti dal cesso, si ubriacano e si
vantano alla faccia del gatto, il quale non li mangia, o perché disgustosi,
oppure perché piccoli. Parlando delle spie, quelli ai quali nessuno ha mai
augurato “buon lavoro”, piuttosto “andate a fare in c…”, quindi delle persone
schedate, vogliamo portare alla vostra attenzione il dibattito degli ultimi
giorni in Germania, dove è stato trovato documentato l’ordine che gli organi
della Sicurezza dello Stato della RDT alle loro unità di aprire il fuoco
verso chiunque provi a passare il confine, siano pure donne e bambini. Cosi,
immediatamente dopo la caduta del Muro di Berlino, è stato formato l’Ufficio
per Studiare e Valutare l’Attività della Sicurezza dello Stato dell’ex-RDT.
Negli ultimi 16 anni vi sono 172 chilometri di documenti, tra i quali vengono
fuori e sono giudicati dei documenti shockanti. E, nessuno scampa la
responsabilità verso la legge. Il direttore dell’ufficio in questione,
Mariane Birtler, ha dichiarato per i media tedeschi che “questo documento è
di particolare importanza, poiché fino ad oggi era stato negato sempre il
fatto che le guardie del confine avevano l’ordine di sparare su quelli che
tentavano di scavalcare il Muro”. Trovato il documento in questione, del 30 settembre
1961, il Direttore del Centro per le Vittime dello STASI a
Berlino-Hohenshenhauzen, Hubertus Knabe, ha chiesto l’inizio di un processo
sulla questione. E in Albania, dove la licenza per uccidere, sia pure
senza processo, l’avevano anche delle persone che sono ancora vive e
conosciute dai famigliari delle vittime innocenti, è logico non avere una
legge che dia, niente meno e niente più che quanto meritano?! Quante volte,
questi politici, si sono espressi con rancore, per il dispetto delle spie
opposte, di voler fare un progetto di legge per giudicare, studiare e valutare
la storia e le conseguenze della dittatura? Ma tutto qui! E, non
dimentichiamo, poiché abbiamo preso come esempio l’ex Repubblica Democratica
Tedesca, che gli ex leader comunisti la, cominciarono la costruzione del Muro
al confine con il Berlino Occidentale, il 13 agosto 1961, per impedire
l’evasione di massa delle persone verso l’Occidente. Quel muro resistette per
28 anni, fino al 9 novembre 1989, anno quando fini la divisione della
Germania. Durante questi anni hanno trovato la morte 133 persone. Ecco,
dunque, per 133 persone morte, oggi si investigano 172 chilometri di
documenti, mentre nella piccola Albania il sistema ha ucciso e perseguitato
1.000.000 di persone. Anche Pole Pott, il criminale dell’umanità, uccise
2.000.000 cambogiani in una popolazione di oltre 7 milioni. Il termine fascista, se non sbagliamo, proviene
dall’antica Roma, dove un mazzo di fili di ferro, legati insieme, simbolizza
l’unità del popolo, mentre l’ascia con la punta indicava il leader. Ma, più
feroce di Mussolini in Italia nel 1922, del nazional-socialista Hitler in
Germania, del movimento “Croce-Freccia” in Ungheria o i falanghisti in
Spagna, oppure i stalinisti in Russia, è stato materializzato il
totalitarismo umano in Albania. Quali sono oggi gli oppositori della dittatura,
i latifondisti, i destri, i controrivoluzionari, i borghesi, poiché il
comunismo albanese ha combattuto tutta questa casta, nessuna famiglia di
comunisti o spie poteva sposare qualcuno dell’altra casta, come nelle Leggi
di Nuremberg per gli Ebrei. Praticamente ha ucciso tutta questa classe. Il
comunismo si riflette un paradiso ai fedeli e una crociata per la società
acculturata, che non prese in considerazione l’utopia. Ma oggi non si
richiede solo sconsideratezza verso le persone con il passato criminale. Essi
devono essere colpiti apertamente, devono andare davanti alla giustizia. Se
vi sono persone il corpo dei quali chiede qualcosa, ma non sanno cosa, non vi
è un popolo senza la coscienza storica. Siamo sulla strada verso l’Europa, ma
l’Europa non ha bisogno di “pezzi di legno” e “pipistrelli”. Sokol Pepushaj |