
nr. 27 / 9 korrik 2002
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Il Re Zog: a
Scutari servono due gendarmi per stabilire l’ordine pubblica, a Fier soltanto
uno e che badi pure a Lushnja Mentre uscivamo un pomeriggio dal Parlamento,
due giornalisti del “Shqipëria Etnike”, uno del “55”, uno del “Korrieri” e
due del “RD”, abbiamo visto una scena molto comica. Tre civili picchiavano in
modo bestiale un poliziotto, e nessuno interveniva. I passanti ridevano e
gridavano: “Ammazzatelo quel cane, ammazzatelo quel cane!” Ma dopo agli
incirca sette minuti, i civili tirarono fuori le pistole, mentre qualcuno
affermo che anche loro èrano “cani” del SIS (Servizio Informativo Statale;
che è il servizio segreto). Quindi èra lo stato che si picchiava da solo. Lo
stesso è successo con la politica Albanese in questi ultimi giorni. Il Re Zog
I fece uscire fuori il loro peggio. Cosi si vide quanto depravato è la
dignità degli uomini al potere. Questi avevano agito quasi come i poliziotti
tra loro, finche arrivo il Re. Anche i poliziotti, che dopo, di sicuro hanno
preso un caffè insieme, per non perdere i privilegi, sono una figura della
politica d’oggi. Mentre in Albania fin’adesso abbiamo affermato che abbiamo
sentito abbastanza delle favole con i re, ora che il Re è venuto sembra sia
cambiata la mentalità. Sono gli uomini al potere che temono il Re. Lo temono
perché la venuta della Famiglia Reale nel nostro paese, apre nuovi sentieri
per un’Albania diversa. Diversa vuol dire senza i clan, senza uomini incapaci
e corrotti in direzione ed in amministrazione, senza discriminazioni, ma con leggi,
regole e prospettiva. Il
voto per la monarchia fu rubato nel 1997, e questo lo sa ogni Albanese, anche
il più ingenuo, però non lo “sanno” quelli al potere. Loro, infatti, non
“sanno” neanche che i loro elettori non li vuole vedere, che il popolo e
povero, indifeso e senza alcuna prospettiva, che loro stessi sono miliardari,
ancora più ricchi delle famiglie nobili e ricche dell’America. Lo sanno forse
questi sfacciati politici che anche e volessimo prendere come unità di misura
l’accettato risultato del 1997 sulla monarchia, dopo essersi dimezzata,
quindi del 37%, rende la costituzione Albanese attuale, che aveva avuto il
13% di voti, tra 25% di votanti, notevolmente più illegale? Non è da
dimenticare che quel 37% èra stato estratto dai 72% di votanti Albanesi, o
no. Gli
ingranaggi di questo stato non funzionano più anche se sono riparate. Mentre
questi deputati che ci sono oggi in Albania, e che speriamo non restino per
un lungo periodo, non possono vincere altro, anche se il parlamento, avendo
la paura del regno, ha cambiato la legge e i deputati usciranno dal
proporzionale, quindi dal partito. Ecco, per esempio Nikollë Lesi, fece il
suo esempio tempo fa, come nella primavera del 1997 organizzando con “Koha
Jonë” la rivoluzione dei negro-contadini per buttare giù lo stato
democratico. Quindi Nikolla, come d’altronde i deputati comunisti, vide
presto il rischio, come fa la volpe con la gallina. Egli lo provo nelle
ultime elezioni parlamentari, quando anche se agli elettori di Lezha ha
offerto musica nello stadio, non ottenne i voti necessari, però riuscii ad
andarci al parlamento con uno scambio giudiziario. Ed anche a questo è stata
trovata la medicina. Un gruppo d’intellettuali Albanesi, giuristi,
scienziati, giornalisti, economisti, gente conosciuta e di reputazione in
Albania, fondarono il Partito Cristiandemocratico che ha delle strutture già
pronte del Partito Democristiano. Questi saranno forse fenomeni soltanto
Albanesi, però sono integrazione in ogni modo. Nei
tempi d’Enver Hoxha, mentre il popolo, di oltre 70% contadino, prendeva
qualche granturco per aggiungerlo al pane dei bambini, il capo brigata, o la
spia non solo ti faceva il terzo grado, ma ti sbatteva pure in prigione. Il
popolo cominciava a sradicarlo il granturco, cosi come aveva risolto il
problema dei canali televisivi, proibiti dalla dittatura, mettendo su certe
“antenne” con lattine dentro la casa. In
poche parole anche oggi sì “cercano” delle vie per fermare il male. Buono o
brutto, coerente o no, il regno non è né comunismo né fascismo, ne rapina. I
nostalgici dei tempi d’Enver, oppure la gente con i complessi della strada,
non può provare che il decalogo della costituzione d’Ahmet Zogu, non è più
coerente ed avanzato dell’attuale costituzione Albanese, anche se oggi sono i
tempi dell’internet. Ci sono stati degli omicidi, diranno alcuni.
È naturale, perché anche in America la legge “uccide”, lo stato ha delle
regole, non è anarchia. Fu forse Ahmet Zogu ad uccidere Azem Hajdari, o
centinaia di persone della politica e della scienza in questi ultimi 12 anni
ed oltre 4500 Albanesi negli ultimi cinque anni?! Soltanto poliziotti sono
stati uccisi 203. Il
male quindi è tanto grande quanto è piccolo il desiderio e l’intenzione di
questo stato di fare stato, cosi come èra ovvio il bene del tempo della
monarchia, tanto quanto è ovvio il desiderio e l’intenzione della famiglie
nobili di fare uno stato nobile. Durante
i 15 anni della monarchia, la prefettura di Scutari aveva 12 gendarmi, e sono
stati registrati soltanto due casi di violazione di legge. La documentazione
esiste. Servono dei fatti? D’accordo, pienamente d’accordo. Kolë Prela aveva
commesso una rapina e fu impiccato in mezzo alla città di Scutari, mentre
Luigj Petari dopo aver fallito in un tentativo di rapina, fu condannato di
prigione per un lungo tempo, più di qualsiasi criminale che oggi uccide senza
motivo. La
monarchia è dittatura, direte voi gente dello stato che temete la legge.
Parliamone, vediamo gli argomenti. Anche se 70 anni fa, il colosso della
letteratura Albanese padre Gjergj Fishta fece causa contro il Re Zog I, ad
Aia, perché quest’ultimo, siccome l’Albania èra laica, aveva deciso di
togliere l’insegnamento religioso dai testi di scuola, Gjergj Fishta vinse la
causa ed il Re Zog lo congratulo, e dopo di questo il nostro poeta scrisse
dei versi per lui. Questo fatto rifletteva filosofia. Ahmet Zogu èra cosi
perfetto, non sbagliava, èra cosi umano e tollerante che per l’opposizione di
quel tempo èra una cosa allarmante avere a che fare con problemi del genere. Noi
pensiamo che le persone al potere oggi, si stanno screditando anche riguardo
all’aspetto della politica per l’unione degli Albanesi, almeno
spiritualmente, poiché in questi momenti ci ricordiamo di una dichiarazione
dell’accademico Rexhep Qosja, il quale affermo: “Senza Albania unita no c’è
Europa unita”. In prima vista sembra che vogliono un’Albania unita, ma la
verità è totalmente diversa. Loro vogliono due governi, due presidenti, due
primi ministri, due consigli di ministri, due parlamenti, tutto in due copie,
cosi come hanno il loro cuore e la loro faccia. La monarchia, Albanesi, ha
altre forme, le quali tratteremo nelle prossime edizioni, fino a che
tratteremo e distruggeremo le crisi politiche ed economiche. Siccome
all’inizio dell’articolo abbiamo portato un esempio su Scutari, Fier ha avuto
soltanto un gendarme, ed egli èra incaricato di controllare anche Lushnja,
per quella Lushnja che nella primavera del 1997 accese la rivoluzione
causando migliaia di vite innocenti. La monarchia non può essere per le
rivoluzioni, ma per le evoluzioni, che cominciano dai voti e dal supporto
alla monarchia. Vedrete che questa forma unirà di più i comunisti contro il
re ed il popolo. Editoriale di Sokol Pepushaj Dovrà essere costruito la centrale idroelettrica di
Bushat a Scutari?
Sin dall’inizio devo affermare che, nessun
individuo, per quanto bene conosca i problemi energetici, non può dare a
questa domanda una risposta esatta, provata e convincente. Questa è una
questione che non si può neanche trattare, figuriamoci poi essere risolta
oppure sia presa una decisione o fatta una votazione da parte di un certo
numero d’intellettuali, per quanto abili siano e per quanta cultura abbiano,
se non sono specialisti delle costruzioni idroelettriche, e specialmente nei
campi particolari delle realizzazioni di queste costruzioni. Gli elementi
tecnico-economici del progetto della costruzione idroelettrica, richiedono
uno studio completo della possibilità, indispensabilità e della convenienza
economica dell’investimento in questione. Basati
su quanto sopra menzionato, non posso dare una risposta alla domanda posta,
ma cercherò di portare alcuni fatti e considerazioni riguardo a particolari
aspetti della questione, che vengono fuori degli studi dei progetti
precedenti per la costruzione in questione. Sono
stati fatti degli studi e progetti su questa costruzione, riguardo
particolari ed interi elementi, da parte di specialisti ed istituti di studio
e progetto del nostro paese, ma anche della Repubblica di Montenegro. Cosi
l’idea della costruzione è stata data dal defunto prof. Petrit Radovicka, con
lo studio ed il progetto-idea fatto all’inizio degli anni ’60, riguardo allo
sfruttamento idroelettrico del fiume Drin. Per questo sono stati dati quattro
varianti della cascata dei centrali idroelettrici che si potevano costruire
su Drin. In tutte queste varianti èra inclusa la Centrale Idroelettrica di
Bushat, come l’ultima centrale, e quella della parte più bassa di Drin. I
dati tecnico-economici di questo studio, davano come più conveniente, più
adatto e più possibile da costruire il terzo variante, che avrebbe avuto come
principale raccoglitore d’acqua, quel formato dalla diga a Fierza. Questa
variante èra stata accettata dalle istanze che avevano il potere della
decisione in quei tempi, e fu realizzata con la costruzione della Centrale
Idroelettrica di Vau i Dejës, Fierza e Koman. Negli
anni 1980-1982 è stato formato ed a lavorato una comissione comune
albanese-montenegrina, al quale fu affidata di fare degli studi e progetti
rigurado ad’una costruzione chiamata “La regolazione della totalità
d’acqua di Drin, Buna e del Lago di Scutari”. Questo progetto includeva
anche lo sfrutamento delle acque di Drin, per la costruzione di una centrale
idroelettrica vicino a Bushat. Per fare il progetto sono state fatte,
specialmente da noi, una serie di studi idrologici, idrotecnici, geodesici,
di sistemazione, agrotecnici, ecc. Questa èra una costruzione idrotecnica
complessa, con la principale destinazione la sistemazione, poiché tramite la
regolazione dei correnti del fiume Drin ed altre misure, si sarebbero
ottenute nuove superfici di terra coltivabile, ed il miglioramento di quelle
esistenti – all’incirca 15 mila ettari a Montenegro (specialmente dalla
parziale disseccamento del Lago di Scutari) e 1500 ettari nel nostro paese.
Insieme alla destinazione di sistemazione, nel complesso degli ogetti di
questa costruzione, èra inclusa la costruzione di una centrale idroelettrica,
prendendo e sfrutando parte del fiume di Drin. Ma
il progetto di questa costruzione, pur essendosi totalmente raccordata nelgi
aspetti tecnici tra i specialisti ed i membri della comissione comune, non fu
possibile realizzarlo con tutti i documenti del progetto da seguire. I lavori
della comissione furono interrotti a causa dei conosciuti eventi politici
nella Republica Federativa della Jugoslavia; perché essa (RFJ) non èra
d’accordo di finanziare parte degli investimenti, riguradanti Montenegro,
anche se nella comissione fu ragiunto un’accordo per dividere le spese (per i
criteri della divisione). Il nostro gruppo affermo che non poteva coprire un
costo d’investimenti per chilovatt per ora, più alto di quanto costava nella
centrale idroelettrica di Koman in costruzzione, oppure in quello che avrebbe
costruito nel futuro (a Skavica). Secondo questo criterio, noi dovevamo
affrontare soltano le spese della costruzione della centrale idroelettrica,
insieme alle machine. L’altra parte degli investimenti necessari, sarebbe
stata divisa in rapporto con il valore delle superfici guadagnate da ciascuna
parte (criterio acettato da tutte e due le parti). Soltanto con questo
criterio e questa condizione, la centrale di Bushat avrebbe avuto la
precedenza di costruirsi. Questa centrale, progettata come una costruzione
distaccata, oppure particolare, con tutte le costruzioni necessarie, non
mostrava convenienza, davanti ai centrali idroelettrici in altre risorse
idroelettriche. Verso
la metà degli anni ’80 è stato fatto da parte dei nostri istituti e
specialisti copetenti (di diverse aree), uno studio technico-economico, sulla
possibilità e la convenienza della costruzione dei centrali idroelettrici,
dove èrano inclusi i centrali di precedenza, come quelli di Skavica, Banja,
Poçem e Bushat. Lo studio per la centrale idroelettrica di Skavica èra
completo, con tutte le richieste di uno studio, dove si teneva conto tutti
gli aspetti negativi e le perdite nella sua costruzzione (la perdita di circa
10 ettari di terra agriculturale nel campo di Peshkopia, lo trasloco dei
centri abitati, la ricostruzione dei ponti e dell’intera rete
d’infrastruttura, l’apertura di nuovi posti di lavoro per la popolazione
traslocata, il compenso dei danni, subiti dalla parte Macedone, ecc).
Comunque la costruzione della centrale idroelettrica di Skavica, che aumentava
la capacità anuale della produzione dell’energia di 2 miliardi di chilovatt
per ora all’anno, presentava una convenienza più alta delle altre centrali
idroelettriche. Negli
ultimi tempi sono stati presentati negative osservazioni riguardo alla costruzione
della centrale idroelettrica di Bushat, basandosi negli aspetti ecologici ed
il loro peggioramento, con le particolari costruzioni. Tra l’altro viene
messa emfasi sull’eliminazione del vecchio letto, naturale di Drin. Anche se
non sono copetente su questo campo, devo ricordare che il vecchio letto di
Drin, che appare nelle mappe fisiche di alcuni deceni fa, non esiste più,
perché il fiume Drin ha fatto da se un nuovo letto che porta gran parte
dell’acqua nel fiume Buna, e che questo letto ormai è diventato un “fiume
morto”. Non penso, comunque, che questo sia l’unico e possibile argomento per
decidere che la centrale idroelettrica di Bushat non debba essere construita. Per
dare una considerazione e per decidere in modo definitivo, se la centrale
idroelettrica di Bushat debba essere construita oppure no, si deve fare uno
studio completo tecnico-economico (della necessarietà e convenienza
economica), in diversi varianti. Ciascuna variante deve avere i preventivi al
riguardo, i dati tecnico-economici e della convenienza economica,
paragonandoli con i dati del profitto dell’energia dai centrali
termoelettrici. Islam
Kokona specialista
dell’energetica Il
Consolato Italiano a Scutari è razzista e si è procurato la rabbia del popolo
Lettera aperta indirizzata all’Ambasciatore
Mario Bova - Tirana Al Consolato Italiano – Scutari Per conoscenza: al giornale “Shqipëria Etnike”,
“Shekulli”, “Korrieri”, “Koha Jonë” Egregio sig. Bova! Io
che vi scrivo sono un attore, da 30 anni cresciuto nella scena del Teatro
della Varietà, in una città di cultura, come lo è Scutari, ed appunto per
questo, che è munito dell’autorizzazione di esercitare un’attività artistica
e culturale, sia qui nel paese, che all’estero, conosciuta come “Sandri
Kompani”. Quest’attività si è estesa in tutti i paesi dove si parla Albanese,
ed anche in Inghilterra, Germania, Australia, Canada, negli Stani Uniti
d’America, da dove siamo ritornati non più di un mese fa. A causa della
propria reputazione, questo gruppo ha ricevuto un invito da parte
dell’Associazione “Sopoti” della Comunità Albanese di Firenze, con il centro
a Prati, per un’attività di 20 giorni, con tre spettacoli fra la Comunità
Albanese di quell’area. Dopo aver riempito con gran serietà i documenti
richiesti dal Consolato a Scutari, dopo essere stati raggirati in modo
denigrante, insultante e razzista da parte di uno spelato burocrate, che non
fa altro che sfilare per la nostra città con la radio in mano, e vedendo che
la documentazione èra esatta, da parte del Consolato Italiano c’è stato
risposto di “No”, in modo arrogante. Questo gruppo, che nei loro passaporti
hanno dei visti d’entrata di tutto il mondo, è rappresentato da: Zyliha Miloti: “Artista con i Meriti”, onorata dall’Università di
Cambridge a Londra; Gëzim Kruja: Artista con i Meriti,
l’Orgoglio della Città; Zef Deda: Artista con i Meriti,
Show-man; Bujar Qamili: Cantante molto
conosciuto della nostra città, decorato con la medaglia “Naim Frashëri
d’oro”; Mefarete Laze: Cantante molto
conosciuta della musica leggera; Aleksander Ruçi: Capo
dell’Associazione “Sandri Kompani”, da 30 anni attore professionista; Tutte queste personalità dell’arte possiede nei
loro passaporti visti d’entrata ed’uscita di tutto il mondo, ed in modo
arrogante viene risposto di no dal Consolato Italiane a Scutari, con
l’assurdità che l’albergo dove dobbiamo stare deve essere pagato una
settimana prima, anche se quest’albergo è stato prenotato. Poi noi non
riusciamo a capire com’è che si può pagare l’albergo prima ancora di ottenere
il visto! Tutto questo, forse a causa di qualche rancore personale, oppure
perché pure con l’età media di 50 anni, questo gruppo non ha mai “tradito” il
paese, il quale pur essendo povero, ha dentro di sé tali personalità che sono
calpestate, sig. Ambasciatore, da parte del personale del vostro Consolato,
il quale a dire la verità, alle tante prestazioni negative (almeno questa è
l’opinione di tutto Scutari) che ha ammassato durante questo poco tempo che
funziona nella città culla della cultura e martirio cristiano, non fa altro
che aumentarne la dose della rabbia popolare, e poco a poco sta uscendo da
scena, perché non può essere considerato diversamente. Se si chiude la porta
in faccia a tali personalità che sono l’orgoglio di questa città, quali le importanti
persone della comicità, locali e nazionali, pensate l’effetto corretto che
avrà questo Consolato sulla gente semplice e sofferente di questa città
Martire. Dove trova la forza questo Console di mettersi sopra il Prefetto
della Città, perché deve stare aperto formalmente questo Consolato, per i
suoi stretti interessi meschini e per il suo sospetto nepotismo, il quale lo
ha creato da se, com’è ovvio? Egregio
sig. Ambasciatore Bova, vi abbiamo scritto queste poche righe con
indignazione cittadina, non per chiedervi pietà per un visto, anche se nel
cuore d’ogni Albanese risiede la simpatia per l’Italia, ma perché abbiamo
pensato che appunto l’Italia amica, rappresentata da questo Consolato, è la
nostra più vicina porta d’entrata in Europa, ma non l’unica, sig.
Ambasciatore. Z. Miloti, attrice, “Artista con i Meriti” G. Kruja, attore “Artista con i Meriti” Z. Deda, attore “Artista con i Meriti”, Show-man Bujar Qamili, cantante con la medaglia “Naim
Frashëri d’oro” Aleksander Ruçi, attore, Presidente dell’Associazione
“Sandri Kompani” M. Laze, cantante |