koka

nr. 28 / 23 korrik 2002

alukit

numrat

Pjetër Arbnori: Le ambasciate straniere a Tirana truffano. I visti vengono venduti per migliaia di dollari.

-Il calpesto dei diritti umani e serio-

-Gli emmigrati Albanesi sono dei schiavi moderni-

 (Intervista con il deputato Pjetër Arbnori)

“Shqipëria Etnike”: Ci troviamo nella sede del Parlamento, proprio nell’ufficio della Commissione dei Diritti Umani. Pensate che i diritti umani vengono infranti apertamente?

Risposta: Si! È vero che vengono infranti e questo è serio. Non lo nego che durante questi 12 anni sono stati fatti dei progressi nell osservare molti diritti, che prima mancavano al popolo Albanese, ma in democrazia, con la realizzazione dei diritti aumentano le nuove esigenze che l’uomo ha in modo naturale e che, di sicuro devono essere adempiute. In cinque legislature del parlamento precedente, ho fatto parte della commissione dei diritti dell’uomo ed ho cercato di dare il mio contributo. Io sono anche capo della Commissione per i Diritti dell Uomo Contro la Violenza della Polizia e sono predisposto ad aiutare tutti quei cittadini che subiscono violenza da parte della polizia. Io non bado se la persona che si lamenta sia dal nord o dal sud, se sia cristiano o musulmano, riccho o povero, libero o imprigionato, ma mi impegno che questo cittadino abbia il diritto che gli spetta. Mentre la polizia, quando non ne è capace di compiere il proprio dovere secondo la legge, trova in me o nel forum che guido, ogni ostacolo per l’uso della violenza, che manca solo in caso di mancanza di professionalizmo. Tra le infranzioni priù gravi è da segnalare quella del diritto di voto, del diritto uguale d’istruzione, l’eguaglianza davanti alla legge ecc.

“Shqipëria Etnike”: Siccome siamo in questo “punto caldo”, non pensa forse che i diritti degli Albanesi emigrati vengono infranti in modo brutale, anche se esiste per iscritto la Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Uomo di Emigrare? Quanto è interessata la politica estera Albanese e lo stato stesso per difendere i diritti dei suoi cittadini che si trovano in paesi stranieri, poichè loro si lamentano spesso di sentirsi senza identità?

Risposta: Purtroppo la libertà ha il suo lato buono ed il brutto. Forse più di un milione di Albanesi, in questi dodici anni, hanno passato il confine, con o senza permesso, con o senza passaporto. Il lato buono è il diritto di movimento, di comunicazione, il diritto di stabilirsi dove si può trovare il lavoro ed una vita migliore. Il brutto lato è che la gran parte degli Albanesi emigrati sono dei schiavi moderni, che in magioranza lavorono senza orario, senza alcuna garanzia di salute o legale, lavorano con il rischio di rimanere senza lavoro e senza tetto ogni volta che gli salta in testa al datore di lavoro. Quando sono illegali, lavorano sotto il rischio di essere presi dalla polizia e rimandati oltre la confine, non come esseri umani ma come bestie. Conosco decine e centinaia di casi quando il datore di lavoro dopo avere tenuto per mesi senza pagarli, li ha denuncati alla polizia per teglierli di torno, senza dare quello che gli spettava. Sono sucesse migliaia di drammi, quando si e separato il figlio dal padre, la figlia dalla madre. Quante volte sono state maltrattate queste persone dalle ambasciate, quando volevano incontrare i loro famigliari. Inoltre a questo loro non hanno il diritto di insegnare ai loro figli la lingua Albanese, figuriamoci poi quando sù di loro comincia l’operazione “scopa”. Gli emigrati sono vittime dei truffatori che vendono dei visti, falsi o autentici, che costano decine e migliaia di dollari.

“Shqipëria Etnike”: Pensate voi che le ambasciate straniere accreditate a Tirana vendono i visti agli Albanesi per migliaia di dollari, in collaborazione con i complici Albanesi e vengono arricchiti ai danni dei poveri Abanesi? Perché lo stato non li ferma, oppure fa il socio?

Risposta: Ormai si sa che esistono queste accuse, ma sembrano senza fondamenta. In nessuno modo non dovrebbero abusare ne i stati rappresentati, ne le loro ambasciate in generale. Però si sa che esiste un sistema per raggirare gli altri negli uffici delle ambasciate. E per l’interesse del cittadino c’è una via più facile di risolvere il problema. Quanto sia la ricompensa per arrivare al visto, ormai si sa. Questi abusi sono avvenuti spesso durante gli anni, nelle diverse ambasciate e stà di fatto chei problemi non sono stati risolti in modo legale, ma non legale. Lo stato non può intervenire senza delle prove, ma quando ha delle prove deve agire sia d’iniziativa, sia denunciando anche casi particolari sui diplomatici stranieri, sui qualli c’è il dubbio. Che ci sono delle truffe, si sà, perché il popolo conosce bene i prezzi salati richiesti dai complici delle persone che lavorano nelle ambasciate, come quella d’America, Canada, Italia, Grecia ecc. Secono le “tariffe” per Canada ed America fino a 15 mila dollari, per l’Italia 2 milioni e mezzo di lek Albanesi, per Grecia all’incirca 2 milioni di lek Albanesi per un visto Scenghen.

“Shqipëria Etnike”: Quanto è potente lo stato di denunciare e prevenire questo contrabando dei visti illegali per i cittadini Albanesi?

Risposta: Prima di tutto l’impiegato dello stato deve avere la buona volontà di denunciare, pensi poi che non ognuno che vuole smascherare un infranzione aperta può andarci fino in fondo. Insecondo luogo, l’impiegato con la buona coscienza vede che è circondato da decine di impiegati incoscienti che infrangon la legge e chiamano “scemo” quello che è onesto.

“Shqipëria Etnike”: Tutti gli Albanesi vendono le case, le ricchezze e tutto quello che possiedono e se ne vanno dall’Albania come possono. Perché se ne vanno dal loro paese, per la povertà, l’insicurezza della vita, oppure...???

Risposta: Ci sono una serie di fattori che spingono l’Albanes ad allontanarsi dall’Albania. Per primo la disoccupazione; il desiderio di una vita migliore; l’esigenza di provare la fortuna; la faida; la paura degli individui di rispondere alla legge; la prostituzione che purtroppo ha preso le dimensioni di un business, per persone particolari, il desiderio d’avventura.

 “Shqipëria Etnike”: Cosa fa lo stato Albanese per far ritornare questo contingente di prostitute, e per farle inserire nella vita normale? Le offre qualché possibilità?

Risposta: Le possibilità sono alquanto piccole, per non dire chenon esistono affatto. Lo stato, quando glielo portono all’porto oppure all’aeroporto, è obbligato a trovare i loro indirizzi e farle ritornare al loro posto d’origine. Le scelte sono piccole in numero. La prima scelta è di scappare di nuovo, la seconda è di andare in un’altra regione d’Albania, mentre la scelta più brutta è la vendetta da parte dei parenti, il fratello, il fidanzato, il padre oppure di qualcun’altro. Comunque, per non far sembrare tutto nero, io voglio ripetere quello che ho detto tempo fà. “L’Albanese non è medio. Quando comincia a scendere, non sa fino a dove può arrivare. Ma quando comincia a salire, è strano quante siano le sue abilità di progredire”. L’emigrazione comporta dolore, tragedia, ma è un periodo che deve essere passato. L’Albanese è in grado di imparare ogni cosa. Quando vede 100 cose buone in Europa, almeno 10 le osserva, due o tre riesce a metterle in pratica con successo. Basta guardare intorno le costruzioni, i bar, i servizzi, per convincersi che verrano dei tempi migliori anche per noi. Voglio dire un’altra cosa, Tirana è la capitale dove si trovano le macchine migliori, che si trovano anche nellEuropa Occidentale. Io risponderei a quelli che dicono che sono rubate, dicendo che se e vero, gran parte di esse sono state rubate dai tedeschi, o dai italiani. Ed io lo credo veramente, perché in quelle macchine nuove io vedo più sudore e lavoro dell’Albanese. Vedo anche un pò di presuntuosità, perché 90% dei contadini comprano una Mercedes, prima di una macchina per lavorare la terra.

“Shqipëria Etnike”: Sign. Pjetër! Avete adempiuto tutti i vostri impegni presi davanti agli elettori di Scutari, poiché voi siete stati votati in 5 legislature del Parlamento Albanese? Avete delle responsabilità politiche-sociali che Scutari è rimasta una delle città più povere d’Albania? È rimasta come un bambino abbandonato dai genitori.

Risposta: Chi mi ha sentito parlare nelle campagne elettorali, lo sa che io non ho promesso per mentire. Sono stato rappresentante dell’opposizione in campagna ed ho avuto la possibilità di andare in molte campagne, ma non sono contento delle mie possibilità di stare vicino alla gente. Io non sono diventato deputato per realizzare qualché interesse, ma sono stato scelto deputato, convinto che la mia parola deve essere detta al Parlamento, che i diritti dell’uomo devono essere pronunciati in Parlamento ed ovunque. Sono vive le persone che mi hanno sentito dire nelle campagne di Bushat: Se mi sceglierete e se il mio partito vincerà la magioranza, io manterrò la mia parola cosi come ho fatto all’inizio. Non perché voglio fare dei miracoli, ma siate sicuri che io non cambierò di certo. Guarderò la gente negli occhi cosi come ho fatto nel passato, mi prenderò cura di loro senza pensare solo a me stesso. Non c’è rappresentante locale che sia venuto a Tirana e non gli abbia fatto possibile di essere ricevuto dal Ministro oppure il vice Ministro per i problemi che gli potevano risolvere. Ma a noi è capitato un governo che sa solo diminuire il budget, che sa solo chiudere scuole e non dare quello che gli spetta, a Scutari in particolare, che è stata una Signora nel passato e che adesso cerca di calpestarla, però senza riuscirci. Quello che ho potuto fare mi riesce difficile ripetere. Tutti però sanno che Vau-Dejës l’ho fatto trasformare, da un cantiere costruito con materiale temporaneo, in città e comune. Quando ho potuto ho trovato dei fondi per l’acquedotto, per qualché pezzo di strada, qualché scuola o irrigazione, sempre cosciente che non è mai abbastanza per Scutari, perché Scutari e è da rispettare sia come città che nei dintorni ogni volta che passiamo per le sue vie. È del tutto vero che negli ultimi anni, in particolare, Scutari soffre una alta povertà e disoccupazione. È un fatto che le migliori famiglie di Scutari hanno emigrato, però è altretanto vero che l’intelligenza dello scutarino fiorisce, il coraggio dello scutarino è da notarsi e l’umore dello scutarino è sempre pungente, che non risparmia ne il governo, ne l’opposizione, la quale ha tanto da riparare, se vorrà arrivarci di nuovo al potere. Io sono fiero di incontrare i scutarini, ascolto le loro osservazioni, il loro scherno, ma lo scutarino, nobile come sempre, sa riprendere cosi come sa anche offrirti un caffé oppure un bichiere di grappa, perché egli prima di tutto ti conosce l’anima e non si allontana più da te, quando lo capisce che sei leale verso di lui.

Fatime Kulli