
nr.49 / 16 shtatot 2003
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Da Detroit vi facciamo appello:
Fermate la vendetta! Fratelli
albanesi, onorati genitori, madri e sorelle albanesi, ovunque siate, dentro e
fuori del paese! A causa del nostro grande dolore per il tema
menzionato “Fermate la vendetta!”, vi presentiamo la nostra più
attuale richiesta che addolora la vita di ogni giorno degli albanesi. La nostra storia attraverso i secoli
è gloriosa e fiera, perché ogni centimetro della nostra terra
fù insanguinata per goire della libertà ed indipendenza della
nostra comuna nazione albanese. L’eroismo che gli albanesi mostrarono come
popolo nei secoli è uguale alle più grandi difficoltà e
sofferenze indescrivibili, della povertà, dei sacrifici, dolori,
disprezzi ed umigliazioni, masacri, imprigionamenti ed fucilazioni, violenze
per finire con i forzati allontanamenti verso i continenti del mondo. Un
popolo con una lingua e tradizioni comuni nazionali, vitali, terrestri,
storici e culturali che fece una vita piena di dolore, crepacuore, con un
ideale comune, e stranamente diviso, da questo popolo martirizzato dagli
aspetti sopra menzionati, ingiustamente e senzia pietà. Siamo stati
divisi dalle grandi potenze Europee e gli stati vicini Serbia, Montenegro,
Greci e Macedoni che come stati vicini hanno esercitato del tutto in Kosovo,
Çamëria, Preveza, sugli albanesi della Macedonia, gli albanesi in Montenegro,
aggiungendo a questo i cinquant’anni di comunismo, che con genocidio
cercarono di eliminarci come razza, la nostra razza albanese, il sangue
illirico di circa otto mila anni avanti Cristo, bruciandoci e obbligandoci
agli esodi che ci portarono ovunque. Dall’altra parte, il sistema comunista,
feroce e spietoso, ci tolse i più belli elementi umani e nazionali, della
religione, da farci dubbitare uno dell’altro. Un isolazione nazionale,
dunque, senza il diritto di esprimere i sentimenti, per finire con le
prigioni e la povertà totale. Pure quel modo di vivere ci portò
all’esodo di migliaia di albanesi dall’Albania ed altre terre albanesi. Tutti gli martiri, gli eroi di tutti i
tempi fino ai nostri giorni con il Kossovo insanguinato dalla Serbia e la sua
politica antialbanese, come gli altri stati vicini che fecero la vita di
questo popolo ancora più doloroza. Oltre tutto, queste pene e
sofferenze, lotta di sopravvivenza ed esistenza come popolo, crearono in noi
una storia immortale, eroica e legendaria che non sarà mai
dimenticata, nel bene della nostra unità albanese. Tutto questo fù lavato con il
sangue ed è una grande verità storica. Dall’altra parte, nella
nostra vita attraverso i secoli che abbiamo menzionato, ed i nostri giorni di
contese, che stranamente ci lasciarono gli invasori, oltre che dalla nostra
incoscienza, permettiamo a noi stessi, come fratelli, famiglia, area o
nazione di cadere in una tale alarmante situazione!? Lacrime e dolore che attraversano i
nostri giorni, il pianto che sentiamo e viviamo nelle nostre madri e sorelle,
le nonne e i nonni a causa dell’inutile spargimento del sangue in mezzo agli
albanesi stessi; è un dolore che ci rattriste tutti. Le liti, sia
vecchi che nuovi causano la perdita di vite umane, nostri figli e figle, il
che fa di questo la più grande preoccupazione fraterna e nazionale. Non bastano forse le lacrime delle
nostre madri e sorelle che portano dei fiori in quei cimiteri per ricordare
le vittime che non si sà perché morirono?! Non si stancano e ti
toccano nell’anima i bambini che rimangono orfani, vestiti in nero in segno
di lutto e tristezza!? In quanti rimasero senza saper dare a loro stessi una
direzione, dove andare, chi li crescerà!? Negli loro occhi guardi il buio, il
nero, stancezza, miseria, solitudine dalla mancanza dei genitori, perché sia
per loro, sia per i loro genitori non c’è più un sole che
scalda come prima. Fratelli, è così che si creano delle ferite
gravi ed incurabili per i fratelli e la nazione, e questo lo dobbiamo
fermare. Fratelli albanesi! Fermate la vendetta.
Non guardiamo il coraggio nell’ammazzare l’uno l’altro, il destino che viene
dall’arma da fuoco è grande quanto la sua bocca; non permettiamo a noi
stessi di far vestire inutilmente agli altri le vesti oscure. Così
goiremo della vita in comune e non lascieremo per strada e senza speranza i
figli orfani. Sarebbe più dolce, più bello, amabile ed umano,
oltre che nazionale per noi - sarebbe stato - se quelle vittime della
vendetta, o di ogni altro tipo, fossero vive, nel fiorimento della loro
giovinezza per farci felici sia noi come genitori che l’intera società
albanese. Fermatevi, sopportatevi come si sono
sopportati i nostri antenati, con fiducia e coraggio, gentilezza e
longanimità, senza tradire l’uno l’altro. Con questa fiducia, il
più grande regalo tra gli albanesi ci conosce il mondo europeo -
amatevi ed onoratevi l’uno l’altro. Non pensateci di uccidervi tra fratelli,
non disonorate le sorelle altrui, perché loro sono le nostre figlie e che
prima o dopo anche te ti troverai in tale situazione che non ti dà
speranza di vivere. Pensa come per te stesso. Così come tu desideri
che la tua famiglia viva felice nel diritto che Dio ti diede per vivere,
così pensa per l’altr. Non ci uccise abbastanza il nemico durante i
secoli!? Non bramate le ricchezze non meritate ed il sudore altrui per goire
di quella breve felicita, perché il sudore altrui ti uccide ed è una
strada che non ti da la vita da vivere. Fratelli, fermate la vendetta ed andiamo
verso la strada dell’accordo solenne di una parte di Malësia: Hot, Gruda,
Triesh, Koja e Luhar fatto sin dal 28 Giugno 1870 e che ancora oggi si
conserva come la vita stessa. Soltanto l’omicida e chi partecipa alla lite
è colpevole, gli altri devono avere piena libertà. Andiamo
verso l’accordo di Rugova dello stesso anno dell’amato Kossovo con fede
nazionale e patriotismo per perdonare del sangue sparso, del 1999 guidato da
Anton Çeta. Quanto avviene oggi nel Malësi e Madhe e
Scutari e vicinanze, Dukagjin, Mirdita, Tropojë, Puka, Peshkopia, Lezha e
Valona, ed altre parti della terra albanese, ci obbligano tutti come fratelli
di fermare la vendetta. Come uomini, perdoniamo quelli che non hanno alcuna
colpa e che non commettono crimini, lasciamoli vivere ed agiamo come il mondo
civile e la famiglia europea. Dell’omicida ed il colpevole del crimine se ne
occupi prima di tutto il tribunale dello stato, e che non sia aiutato nemmeno
da i fratelli, la famiglia, le aree che esistono nella terra albanese. In
questo modo il colpevole rimane soltanto chi commette l’omicidio, e che causa
la lite. Pensate a Gjergj Kastrioti, quando fece
far pace i principi albanesi per il bene della nazione, e ricordatevi nei
nostri giorni dell’amata madre, la Santa Madre, Madre Teresa, la madre
albanese della carità per tutto il mondo e per i bambini di milioni a
Calcuta dell’ India, la quale diede pane e speranza di vivere, oltre allo
spirito conservato alla sensibilità nazionale. Ricordandoci dello
splendore della sua faccia ed anima, come divinità, pure noi come
nazione albanese facciamo l’Accordo per fermare la vendetta, che non ci porta
alcun bene, gioia o felicità, ma soltanto lacrime e dolore, delle
ferite non chiuse nei secoli. In segno di rispetto, della divisione
del dolore, la pena, le sofferenze, l’espressione delle condoglianze a tutte
le famiglie che ebbero l’esperienza della morte e delle vittime, dei bambini
lasciati orfani, i credenti della Chiesa di San Paolo, i credenti della
Chiesa della Madonna in collaborazione con il Tekke e la Moschea e
dell’intera comunità albanese a Michigan, gli albanesi a New York,
Chicago ed ovunque negli Stati Uniti, chiediamo che prima possibile si possano
attivizare in tutte le aree della terra albanese, rappresentanti rispettati
che con un’accordo diano la parola, la mano della riconcigliazione per
fermare la vendetta e che per i crimini commessi, sia ritenuto colpevole
soltanto l’omicida. Che Dio voglia prima possibile una tale
grande opera “Fermate la Vendetta!”, che sia stabilito e realizzato e che ci
sia un sole di libertà nazionale, affinché non ci siano delle vittime
innocenti. La nostra principale sapienza sulla pace e la felicità
nazionale siano le scuole, le facoltà e le università
scientifiche e come cibo spirituale servino le case del Signore, dove i
credenti ascoltano la parola “La pace del Signore sia sempre con voi!”. Ringraziando l’attività della
Lega dei missionari del riconcigliamento in Albania, ci uniamo a questo sacro
lavoro nel nome dei iniziatori della Chiesa di San Paolo, la Chiesa della
Madonna, la comunità del Tekke e della Moschea, nonché a tutta la
comunità albanese negli USA, chiedendo che prima possibile siano prese
delle misure concrete per fermare questa grande piaga nel mondo albanese. Dom. Anton Kçira Dom. Ndue Gjergji Prof. Lulash Nika Palushaj Prof. Rush Dragu Noto attivista Luigj Gjokaj Prof. Sherif Gjokaj Dr. Marjan Dema Dr. Gjeka K. Gjelaj Detroit, 27 Agosto 2003 |