
nr. 104 / 19 maj 2007
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Il
grande cuore dell’Italia per gli albanesi L’Italia si prepara ad aprire le
porte all’Albania e gli albanesi. Il paese di oltre Adriatico sta mettendo in
atto una serie di procedure che oltre a dare dignità agli stranieri, tra i
quali senz’altro gli albanesi, crea nuovi spazzi per la naturalizzazione e il
ricongiungimento delle famiglie, nonché per lavoro. Circa 300 mila albanesi,
gran parte dei quali vivendo legalmente nel paese ospitante, si sentiranno
più europei, avvicinandosi all’uguaglianza, in tutti i sensi, con gli
italiani, grazie ad una politica seguita che verrà eseguita dal Governo
Prodi. Ma, quali sono queste facilità? Sono in tanti gli albanesi che si
rivolgono alle rappresentanze diplomatiche italiane a Tirana, Scutari o
Valona, per avere un lavoro in Italia. Fino ad ora, il visto per lavoro era
di solo un anno e colui che l’otteneva doveva ripresentarsi nella
rappresentanza diplomatica, prima della scadenza, per rinnovarlo. Questo
comportava una perdita di tempo e di soldi a causa dell’interruzione del
lavoro, senza contare del tempo trascorso nel proprio paese in attesa del
nuovo visto di lavoro. I visti per lavoro ormai saranno di una durata di tre
anni, ma non solo questo. Anche in caso di licenziamento, i lavoratori
albanesi avranno il diritto di un visto di un anno, mentre cercano una
sistemazione. Ottengono le facilitazioni massime tutti i lavoratori che hanno
una qualifica o un “talento”, come i medici, infermieri, tecnici di
costruzione, studenti, idraulici, giuristi ecc. I ricongiungimenti famigliari
saranno ormai più facili. Il calcolo del limite dei redditi sarà fatto
basandosi non solo nella posizione individuale di chi chiede la cittadinanza
ma anche in rapporto con i redditi di tutta la famiglia. Questo renderà
possibile l’ottenimento della cittadinanza anche alle donne albanesi
casalinghe, nei casi quando il marito dispone dei redditi sufficienti
documentabili che coprono le necessità della famiglia. Prima, questi redditi
venivano calcolati solo al momento dell’inizio della procedura, mentre adesso
anche mentre in attesa della risposta, se vi è un aumento dei redditi,
saranno calcolati facilitando l’ottenimento della cittadinanza. Il criterio
di avere dieci anni di residenza in Italia, ormai prevede anche qualche
possibile spostamento temporaneo fuori dal territorio italiano per motivi di
lavoro o salute, ovviamente documentando i motivi ed il periodo. Molto presto verrà riformata anche
la legge sull’ottenimento della cittadinanza in Italia. La decisione è stata
presa dal governo Prodi ed entrerà in vigore molto presto. Il limite per
richiedere la cittadinanza, da 10 anni è stato ridotto in 5 anni, per tutti
quei immigrati albanesi che vivono nel paese vicino. L’unica condizione è che
abbia avuto regolare residenza in Italia durante questi 5 anni. In caso
contrario, gli immigrati non potranno ottenere la cittadinanza. Anche per i
bambini albanesi, che siano nati o no in Italia, dopo 5 anni di residenza in
questo paese, basta che uno dei genitori abbia regolare residenza e ottiene subito
la cittadinanza. Un radicale cambiamento, sempre riguardante la
naturalizzazione, questa volta attraverso il matrimonio, entrerà molto presto
in vigore. Gli albanesi sposati con cittadine italiane, entro 6 mesi potranno
richiedere la cittadinanza, mentre prima vi era un limite minimo di 2 anni. Questi sono i cambiamenti che fino
ad ora sono entrati in vigore o sono in attesa di essere approvati entro
pochi giorni. Comunque, per gli albanesi sono attesi altre facilitazioni.
Questo non solo per il fatto della vicinanza, i legami e i rapporti
straordinari mai danneggiati nel passato, ma anche alla soglia della ratifica
dell’Intesa di Associazione e Stabilizzazione con l’Albania dal Parlamenti
Italiano entro il mese di giugno. Alte autorità del Governo e del Parlamento
Italiano hanno rassicurato le autorità albanesi, in particolare il Presidente
del Parlamento, Jozefina Topalli. La ratifica dell’IAS, e anche la
facilitazione delle procedure per l’ottenimento dei visti, formalmente
approvati dall’Unione Europea, influenzerà in un ulteriore facilitazione del
movimento degli albanesi verso l’Italia. Tra i primi passi attesi vi è anche
un ulteriore agevolazione delle procedure approvate da Bruxelles, nonché
l’immissione del documento d’identificazione albanese, il passaporto di
servizio, nel libero movimento senza visti, come succede attualmente con il
passaporto diplomatico. Tutte queste sono delle possibilità offerte dallo
stato italiano e le sue rappresentanze diplomatiche, a tutti i cittadini
albanesi che abitano in Albania, ma anche in Italia. Infatti, ne siamo
convinti che la soluzione di tutti i problemi e il progresso dell’Albania e
degli albanesi, non deve avere l’immigrazione come unica alternativa.
L’attuale periodo è temporaneo e siamo convinti che molto presto, l’Albania
sarà quella che riceverà dei lavoratori. Per di più, una tale possibilità è
più reale, mentre la bandiera con dodici stelle gialle sullo sfondo blu
dell’UE è da tempo ormai che ondeggia vicino a quello rosso con l’aquila
nera. Fino ad allora l’Albania e gli albanesi ringrazieranno e si sentiranno
in debito con l’Italia e gli italiani, i quali, in giorni difficili ci hanno
dato e ci danno una mano. Blerti
Delija Condolesa
Rize: OK Albania! Pochi
speravano che le inattese dimissioni del Ministro degli Esteri Besnik
Mustafaj sarebbero passati senza un prezzo da pagare, almeno di
scoraggiamento, per la diplomazia albanese. Il modellamento della continuità
comporta una novità filosofica nei sviluppi delle iniziative del Governo
Albanese nel veloce ridimensionamento delle imprese veramente destinate e
offensive. Il podio della diplomazia, in apparenza rotto, è diventato solido
sin dal primo momento quando il nuovo Ministro degli Esteri, Lulzim Basha, si
è assunto un rischio, all’inizio frammentato, ma che ha preso molto presto
una forma geniale. Non appena il capo della diplomazia ha avuto l’OK dal
Presidente del Parlamento, senza andare in ufficio, è partito verso
Bruxelles. L’ iperboleggiare del cataclisma emesso dall’opposizione, non ha ottenuto
la benedizione nemmeno da essa stessa, poiché il diagnosticare ha dato dei
risultati perfetti. Un tour diplomatico con molto successo in molti paesi
dell’Europa Sud-Orientale, con un linguaggio e messaggio relativo, dove gli
ambasciatori del Consiglio Europeo, anche Olli Rehn, Javier Solana ecc.,
hanno apprezzato il nuovo diplomatico come un “relè” che sopporta tutte le
correnti senza emozioni negative anche di fronte ai serbi e i russi. L’analisi, con o senza
consapevolezza, aveva messo in questione l’incontro pianificato per l’otto
maggio a Washington, del capo dimesso della diplomazia, Mustafaj, con il
Segretario Americano dello Stato, Condolesa Rize. Ma la “disperazione” è
stata lasciata dietro le spalle dei pettegolezzi politici. Un incontro e rappresentazione
storica oltrepassò ogni previsione di risoluzione dell’equazione con tanti
componenti sconosciuti, “colorando” la facciata della diplomazia albanese con
dei modelli integranti, modelli civili, modelli occidentali, mostrando che
dove risiede la saggezza vi è anche il posto principale. Tutti gli albanesi
nel mondo si sono sentiti molto bene a causa di una rappresentazione
dignitosa, autoritaria. Il capo della diplomazia, Basha, forse la scelta più
saggia di Berisha, dopo la bramosità di quel “podio”, ha adempito
all’infinito la volontà di una potente diplomazia in appoggio
dell’indipendenza condizionata per il Kosovo, dentro l’oasi inalterabile,
ormai presentato come la soluzione più equilibrata dal Capo negoziatore dello
Status, Marti Ahtisari.
L’atteggiamento verso l’indipendenza negata al Kosovo, con un inglese
perfetto del capo della nostra diplomazia, ha fatto si che Consolesa Rize
apprezzi al massimo l’Albania, indipendentemente dalle soluzioni che potrà
avere il caso in questione, che può essere influenzato anche dal gioco serbo
in pochi giorni e notti. Comunque, l’Albania ha una
performance simpatica. Nel linguaggio del funzionamento delle congiunture e
le legittimità tecniche dei trionfi, è merito anche del Vice Ministro degli
Esteri, Anton Gurakuqi, con il quale sia Mustafaj che Basha alternano i
lobbismi e le politiche relative, entro il morale e l’interesse diplomatico. Sono questi atteggiamenti notevoli
nella corsa verso la volontà di rimettere con dignità l’Albania sul podio,
affinché la visita del Presidente Americano Geroge Bush il 10 giugno in
Albania sia apprezzato, oltretutto anche come grande responsabilità,
nell’adempimento della moralità, nell’apice delle chance della nostra
nazione, per garanzie e vie di successo, allineati e eguali agli alleati
occidentali per un Balcano tranquillo. In politica le chance non vengono
da sole. Se le circostanze aiutano la loro creazione, comportano un buon
effetto mentre si allineano attribuenti generanti. L’Albania dunque, ha passato la
croce dell’incrocio, dove girava intorno a se stessa. È in viaggio… Sokol
Pepushaj |