koka

Nr. 129 / 21 qershor 2009

alukit

La strada verso l’UE passa attraverso Roma

La cerimonia della festa dell’Italia diede a Scutari un messaggio
I legami dell’Albania con l’Italia sono antiche quanto l’uomo stesso. Roma, il Big Polis del mondo, nonostante la parola Polis è nata tra gli antichi Achei, è stata una via, sviluppo, per noi. Sin dal VII secolo avanti Cristo, il famoso romano, Tarquino, ideò la costruzione della canalizzazione cloasa maxima, attraverso il quale, le fogne e le acque delle piogge si versavano nel fiume Tevere, insegnando al mondo che la civilizzazione comincia dalla cura per i rifiuti, per la parte feroce e disprezzante del parallelo vita-uomo.
Abbiamo guardato cosi lontano per ricordare alle autorità di Scutari con una storia di civiltà sin dai tempi di Giulio Cesare e oltre, che il finanziamento di questi giorni di 15.9 milioni di Euro per la riabilitazione della fognature, la costruzione degli impianti di acquedotto, la protezione ambientale del Lago di Scutari, non venga abusato come altre volte. Solo per la protezione del Lago di Scutari sono stati dati al “Lago” circa oltre 12 milioni di Euro in 18 anni. Ancora oggi, le discariche “si lavano le ciglia” nelle acque potabili. Gran parte della popolazione non è in grado di usare acqua prodotta. Oggi, il 30% del capoluogo del Nord non ha una rete di canalizzazione, mentre le fogne sono depositate nelle discariche settiche. Il respiro di Scutari, cosi bella e ricca come il Signore l’ha creata, non poteva essere ostacolato da altro che da queste spregevoli creature, i rifiuti che hanno arrabbiato l’uomo semplice con almeno la natura, molti dei quali li vedi oggi in TV chiedendo i voti. E, chi chiede la fiducia? Alcuni di quelli che hanno fatto la vita spaventosa, che sono feroci come cinghiali, che hanno costruito dove hanno voluto, che hanno rubato, che hanno permesso che anche i marciapiedi vengano ridotti dalle sedie delle osterie e gli ubriachi ostacolino il movimento dei cittadini. Anche più duri di Dio stesso con gli empi, sono stati alcuni di loro, con la gente che supplicano che lavoreranno diversamente di come hanno lavorato. Ma il 28 giugno saranno essi gli empi, e Dio è il votante. Dei mostri senza ideale non aprono la via verso l’UE, invece ci mettono delle spine. Ma questa strada non ha ritorno indietro. Il tempo ha posto l’Albania dove gli spetta. Un occhio attento noterebbe questo anche nella cerimonia dell’anniversario della Festa della Repubblica d’Italia negli ambienti del Consolato. Era la prima volta che è stato organizzato un ricevimento un po’ diverso. Questo è legato al fatto che l’Albania è ormai membro a pieni diritti della NATO. Dopo l’inno nazionale, il discorso del Console Stefano Marguccio, naturalmente con una familiarità, assomigliava alla cerimonia (dove manca la parata, la sfilata dedicata alle operazioni, mancano i cavalli e i cani, che lo Stato Italiano organizza ogni 2 Giugno nella bellezza imparagonabile del Colosseo dell’antica Roma. Non erano primari i visti ed il lavoro, come negli anni precedenti, ma i valori e i principi della Costituzione Italiana per la costruzione di un Italia sempre più solidale, ormai sullo stesso fronte militare con l’Albania, come attori e fattori per garantire stabilità, pace e comune progresso. Una cerimonia ufficiale percorsa entro le cornici dei contributi diplomatici per lo sviluppo del Nord dell’Albania, valorizzando i standard della cultura e la collaborazione economica. Anche cammino comune nei valori spirituali, di civiltà, poiché le istituzioni indipendenti della società civile, della religione e i media, degli artisti e delle arti, hanno preceduto il nostro comune orgoglio, sono accettazione fondamentale di ponti di connessione. Questi ultimi hanno conosciuto, apprezzato, pubblicato, nutrito la cultura italiana, hanno camminato con coraggio e franchezza sulla strada che oggi ci avvicina e domani ci unisce, sin da quando le autorità lavoravano solo come militanti e non sapevano (e non sanno tuttora) cos’è la pittura, la musica, la letteratura… Dal 2 giugno del 1946, entro la forma istituzionale repubblicana, l’Italia ha superato tanti ostacoli ed attacchi del terrorismo, dei disastri naturali, per arrivare al terremoto del 6 aprile in Abruzzo, dove gli albanesi vissero il dolore come gli italiani. Anche il nostro giornale è stato presente sul luogo per accompagnare le vittime e per portare alla stampa modestamente poche parole dal cuore. Mentre le autorità se la spassavano nei bar mandando qualche messaggio per telefono.
Per essere chiari nella strada senza ritorno verso l’UE, dobbiamo sapere che l’Italia è il nostro principale amico e partner, dobbiamo conoscere bene i legami con la Penisola Appenninica con l’Albania, dobbiamo orientarci verso le tendenze storiche. Circa 20 secoli fa, la Via Egnatia collegava Roma col Bisante. Una strada di 1120 chilometri che passava da Roma a Durrazzo, Apollonia (Fier), Macedonia e Tracia, verso Costantinopoli (l’Istanbul di oggi). È il momento di ricordare che Apollo è stato un dio generale, la cui testa è stata restituita all’Albania da Roma nel 1982. Cosi sono passate le strade da lì a qui, facendone delle due parti mediterranee, una sola. La nostra appartenenza al gruppo dei stati, nonostante le politiche, ormai passate, dove sono stati d’ostacolo o l’economia, o la composizione religiosa, o la lingua e la cultura, ma di più l’ignoranza e le burocrazie delle autorità che non sono in grado di rispondere agli standard civilizzanti, volendo lasciare il popolo alcuni gradini dietro, è di predominazione occidentale, che dopo le elezioni del 28 giugno deve allargarsi.
606 anni fa, proprio il 2 giugno 1403, Venezia aveva preso una decisione storica per la costruzione di due forti, una alla riva di Durrazzo e l’altra presso il fiume Buna, per la difesa dell’Albania, la buona vicina, la culla di un antica civiltà che resistette ai tempi ma non alle occupazioni, una volta di cinque secoli e dopo quella comunista di cinque decenni. Ormai, questo sembra si stia lasciando indietro, come un passato da museo. Tra l’Italia e l’Albania, grazie all’impegno perfetto della diplomazia italiana qui, oltre al Console attuale Marguccio e l’ex-Console Roberto Orlando, che costruì dei cornici con fondamenta, sono state scambiate delle esperienze di sviluppo culturale, sociale, militare, è stata promossa ed allargata l’infrastruttura della comunicazione e dell’azione. Nel settore dell’economia, in particolare quelli del façon, hanno trovato un sostegno nel Consolato, per la firma dei contratti per le materie prime. Questo ha influenzato non solo all’impiego di migliaia di persone, non solo nelle entrate dall’esportazione, ma anche nella crescita dell’importo, poiché essi lavorano con la materia ordinata. Sono diminuiti quindi gli effetti della crisi globale.
Anche nel settore energetico sono aumentati i parametri moderni, longevi, con interessi reciproci. In verità, anche Dio si è mostrato generoso, creando l’Albania proprio all’est dell’antico continente.
Il nord dell’Albania ha lasciato indietro il passato. È un partner pieno si risorse non solo naturali ma anche umane. Questa volta senti piacere mentre dici che la quota degli studenti per l’anno accademico 2009-2010 è di circa 3500 in 61 università italiane, mentre dei lavoratori stagionali circa 3000. In Italia studiano 71000 alunni e studenti albanesi e pochi giorni fa, il 10 giugno, il nostro scrittore Ismail Kadare, uno dei 6 più letti nel mondo (viventi), molte volte candidato al Premio Nobel, è stato onorato dall’Università di Palermo con il Premio “Honoris Causa”. Oggi quindi, l’Albania, e in particolare il Nord, da garanzie per stabilire delle mete verso gli spazzi dell’Euro-zone. Il Nord, quindi, non deve preoccuparsi della chiusura ermetica delle porte dell’immigrazione illegale per gli extracomunitari, da parte del Governo Berlusconi. I forti motivi trovano le vie legali, come anche l’America localizza i rifugiati cubani al mare e li rimpatria. Gli albanesi, membri dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, devono essere coscienti che le politiche di immigrazione in Europa hanno bisogno delle regole. Le carte d’identità e i passaporti biometrici degli standard più moderni della tecnologia di oggi, sono un grande vantaggio verso la libera circolazione, nonostante questo non sia gradevole ad alcune autorità. Questo processo può essere concretizzato perché no anche entro un anno, poiché la produzione dei suddetti documenti è nella giusta via. Quindi, tanto è cambiato. Anche nel 63° anniversario della Festa della Repubblica d’Italia, noti dei cambiamenti. È cambiata la cerimonia, la valutazione sull’supporto e collaborazione, i consoli, normalmente, uno più impegnato dell’altro, il personale è stato rinfrescato, sempre più servizievole. La vita avanza, gli uomini camminano nella giusta via, naturale, verso Roma. Di anno in anno vedi quella parte notevole della generazione, vedi artisti e compositori, intellettuali e nuove capacità educative che discutono come occidentali, che lavorano e vivono come occidentali. Le uniche facce della razza de “l’Alleanza degli Ignoranti”, ogni anno più gonfie dal grasso e più feroci dallo sviluppo normale della società, il che li fa perdere forse tutto, poiché non hanno altra professione che ingannare, abusare, fare il gangster, sono le autorità, i rappresentanti dei legami con l’orientamento delle strategie degli affari e degli appalti, i “VIP” dei partiti, i sindaci dei comuni che hanno cambiato o partito, o partner, o sedia o amore. Il lato buono per ogni console che viene a Scutari è che trova ogni cosa pronta dal predecessore, mentre al nuovo serve solo la loro conoscenza fisica, mentre il lato negativo è che gli sviluppi negli standard di carattere politico, diplomatico, amministrativo, legale, generano con sforzo un terreno di fantasia e “difficilmente” un terreno di fiducia.

Sokol Pepushaj