|
La
strada verso l’UE passa attraverso Roma
La
cerimonia della festa dell’Italia diede a Scutari un messaggio
I
legami dell’Albania con l’Italia sono antiche quanto l’uomo stesso. Roma, il
Big Polis del mondo, nonostante la parola Polis è nata tra gli antichi Achei,
è stata una via, sviluppo, per noi. Sin dal VII secolo avanti Cristo, il
famoso romano, Tarquino, ideò la costruzione della canalizzazione cloasa
maxima, attraverso il quale, le fogne e le acque delle piogge si versavano
nel fiume Tevere, insegnando al mondo che la civilizzazione comincia dalla
cura per i rifiuti, per la parte feroce e disprezzante del parallelo
vita-uomo.
Abbiamo
guardato cosi lontano per ricordare alle autorità di Scutari con una storia
di civiltà sin dai tempi di Giulio Cesare e oltre, che il finanziamento di
questi giorni di 15.9 milioni di Euro per la riabilitazione della fognature,
la costruzione degli impianti di acquedotto, la protezione ambientale del
Lago di Scutari, non venga abusato come altre volte. Solo per la protezione
del Lago di Scutari sono stati dati al “Lago” circa oltre 12 milioni di Euro
in 18 anni. Ancora oggi, le discariche “si lavano le ciglia” nelle acque
potabili. Gran parte della popolazione non è in grado di usare acqua
prodotta. Oggi, il 30% del capoluogo del Nord non ha una rete di
canalizzazione, mentre le fogne sono depositate nelle discariche settiche. Il
respiro di Scutari, cosi bella e ricca come il Signore l’ha creata, non
poteva essere ostacolato da altro che da queste spregevoli creature, i
rifiuti che hanno arrabbiato l’uomo semplice con almeno la natura, molti dei
quali li vedi oggi in TV chiedendo i voti. E, chi chiede la fiducia? Alcuni
di quelli che hanno fatto la vita spaventosa, che sono feroci come cinghiali,
che hanno costruito dove hanno voluto, che hanno rubato, che hanno permesso
che anche i marciapiedi vengano ridotti dalle sedie delle osterie e gli
ubriachi ostacolino il movimento dei cittadini. Anche più duri di Dio stesso
con gli empi, sono stati alcuni di loro, con la gente che supplicano che
lavoreranno diversamente di come hanno lavorato. Ma il 28 giugno saranno essi
gli empi, e Dio è il votante. Dei mostri senza ideale non aprono la via verso
l’UE, invece ci mettono delle spine. Ma questa strada non ha ritorno indietro.
Il tempo ha posto l’Albania dove gli spetta. Un occhio attento noterebbe
questo anche nella cerimonia dell’anniversario della Festa della Repubblica
d’Italia negli ambienti del Consolato. Era la prima volta che è stato
organizzato un ricevimento un po’ diverso. Questo è legato al fatto che
l’Albania è ormai membro a pieni diritti della NATO. Dopo l’inno nazionale,
il discorso del Console Stefano Marguccio, naturalmente con una familiarità,
assomigliava alla cerimonia (dove manca la parata, la sfilata dedicata alle
operazioni, mancano i cavalli e i cani, che lo Stato Italiano organizza ogni
2 Giugno nella bellezza imparagonabile del Colosseo dell’antica Roma. Non
erano primari i visti ed il lavoro, come negli anni precedenti, ma i valori e
i principi della Costituzione Italiana per la costruzione di un Italia sempre
più solidale, ormai sullo stesso fronte militare con l’Albania, come attori e
fattori per garantire stabilità, pace e comune progresso. Una cerimonia
ufficiale percorsa entro le cornici dei contributi diplomatici per lo
sviluppo del Nord dell’Albania, valorizzando i standard della cultura e la
collaborazione economica. Anche cammino comune nei valori spirituali, di
civiltà, poiché le istituzioni indipendenti della società civile, della religione
e i media, degli artisti e delle arti, hanno preceduto il nostro comune
orgoglio, sono accettazione fondamentale di ponti di connessione. Questi
ultimi hanno conosciuto, apprezzato, pubblicato, nutrito la cultura italiana,
hanno camminato con coraggio e franchezza sulla strada che oggi ci avvicina e
domani ci unisce, sin da quando le autorità lavoravano solo come militanti e
non sapevano (e non sanno tuttora) cos’è la pittura, la musica, la
letteratura… Dal 2 giugno del 1946, entro la forma istituzionale
repubblicana, l’Italia ha superato tanti ostacoli ed attacchi del terrorismo,
dei disastri naturali, per arrivare al terremoto del 6 aprile in Abruzzo,
dove gli albanesi vissero il dolore come gli italiani. Anche il nostro
giornale è stato presente sul luogo per accompagnare le vittime e per portare
alla stampa modestamente poche parole dal cuore. Mentre le autorità se la
spassavano nei bar mandando qualche messaggio per telefono.
Per
essere chiari nella strada senza ritorno verso l’UE, dobbiamo sapere che
l’Italia è il nostro principale amico e partner, dobbiamo conoscere bene i
legami con la Penisola Appenninica con l’Albania, dobbiamo orientarci verso
le tendenze storiche. Circa 20 secoli fa, la Via Egnatia collegava Roma col
Bisante. Una strada di 1120 chilometri che passava da Roma a Durrazzo,
Apollonia (Fier), Macedonia e Tracia, verso Costantinopoli (l’Istanbul di
oggi). È il momento di ricordare che Apollo è stato un dio generale, la cui
testa è stata restituita all’Albania da Roma nel 1982. Cosi sono passate le
strade da lì a qui, facendone delle due parti mediterranee, una sola. La
nostra appartenenza al gruppo dei stati, nonostante le politiche, ormai
passate, dove sono stati d’ostacolo o l’economia, o la composizione
religiosa, o la lingua e la cultura, ma di più l’ignoranza e le burocrazie
delle autorità che non sono in grado di rispondere agli standard
civilizzanti, volendo lasciare il popolo alcuni gradini dietro, è di
predominazione occidentale, che dopo le elezioni del 28 giugno deve allargarsi.
606
anni fa, proprio il 2 giugno 1403, Venezia aveva preso una decisione storica
per la costruzione di due forti, una alla riva di Durrazzo e l’altra presso
il fiume Buna, per la difesa dell’Albania, la buona vicina, la culla di un
antica civiltà che resistette ai tempi ma non alle occupazioni, una volta di
cinque secoli e dopo quella comunista di cinque decenni. Ormai, questo sembra
si stia lasciando indietro, come un passato da museo. Tra l’Italia e
l’Albania, grazie all’impegno perfetto della diplomazia italiana qui, oltre
al Console attuale Marguccio e l’ex-Console Roberto Orlando, che costruì dei
cornici con fondamenta, sono state scambiate delle esperienze di sviluppo
culturale, sociale, militare, è stata promossa ed allargata l’infrastruttura
della comunicazione e dell’azione. Nel settore dell’economia, in particolare
quelli del façon, hanno trovato un sostegno nel Consolato, per la firma dei
contratti per le materie prime. Questo ha influenzato non solo all’impiego di
migliaia di persone, non solo nelle entrate dall’esportazione, ma anche nella
crescita dell’importo, poiché essi lavorano con la materia ordinata. Sono
diminuiti quindi gli effetti della crisi globale.
Anche
nel settore energetico sono aumentati i parametri moderni, longevi, con
interessi reciproci. In verità, anche Dio si è mostrato generoso, creando
l’Albania proprio all’est dell’antico continente.
Il
nord dell’Albania ha lasciato indietro il passato. È un partner pieno si
risorse non solo naturali ma anche umane. Questa volta senti piacere mentre
dici che la quota degli studenti per l’anno accademico 2009-2010 è di circa
3500 in 61 università italiane, mentre dei lavoratori stagionali circa 3000.
In Italia studiano 71000 alunni e studenti albanesi e pochi giorni fa, il 10
giugno, il nostro scrittore Ismail Kadare, uno dei 6 più letti nel mondo
(viventi), molte volte candidato al Premio Nobel, è stato onorato
dall’Università di Palermo con il Premio “Honoris Causa”. Oggi quindi,
l’Albania, e in particolare il Nord, da garanzie per stabilire delle mete
verso gli spazzi dell’Euro-zone. Il Nord, quindi, non deve preoccuparsi della
chiusura ermetica delle porte dell’immigrazione illegale per gli
extracomunitari, da parte del Governo Berlusconi. I forti motivi trovano le
vie legali, come anche l’America localizza i rifugiati cubani al mare e li
rimpatria. Gli albanesi, membri dell’Alleanza dell’Atlantico del Nord, devono
essere coscienti che le politiche di immigrazione in Europa hanno bisogno
delle regole. Le carte d’identità e i passaporti biometrici degli standard
più moderni della tecnologia di oggi, sono un grande vantaggio verso la
libera circolazione, nonostante questo non sia gradevole ad alcune autorità.
Questo processo può essere concretizzato perché no anche entro un anno,
poiché la produzione dei suddetti documenti è nella giusta via. Quindi, tanto
è cambiato. Anche nel 63° anniversario della Festa della Repubblica d’Italia,
noti dei cambiamenti. È cambiata la cerimonia, la valutazione sull’supporto e
collaborazione, i consoli, normalmente, uno più impegnato dell’altro, il
personale è stato rinfrescato, sempre più servizievole. La vita avanza, gli
uomini camminano nella giusta via, naturale, verso Roma. Di anno in anno vedi
quella parte notevole della generazione, vedi artisti e compositori,
intellettuali e nuove capacità educative che discutono come occidentali, che
lavorano e vivono come occidentali. Le uniche facce della razza de
“l’Alleanza degli Ignoranti”, ogni anno più gonfie dal grasso e più feroci
dallo sviluppo normale della società, il che li fa perdere forse tutto,
poiché non hanno altra professione che ingannare, abusare, fare il gangster,
sono le autorità, i rappresentanti dei legami con l’orientamento delle
strategie degli affari e degli appalti, i “VIP” dei partiti, i sindaci dei
comuni che hanno cambiato o partito, o partner, o sedia o amore. Il lato
buono per ogni console che viene a Scutari è che trova ogni cosa pronta dal
predecessore, mentre al nuovo serve solo la loro conoscenza fisica, mentre il
lato negativo è che gli sviluppi negli standard di carattere politico,
diplomatico, amministrativo, legale, generano con sforzo un terreno di
fantasia e “difficilmente” un terreno di fiducia.
Sokol Pepushaj
|