Gli allagati di Scutari: “Signore, dacci oggi il nostro pane quotidiano…!”
Scutari, infatti, è abituata agli allagamenti in questi ultimi anni. Anche i politici ed il governo si è abituato ad oltrepassare le situazioni assomiglianti ai bombardamenti da guerra, venendo a Scutari e promettendo risarcimenti per i danni agricoli e nel bestiame, per i gravi danni alle case e la distruzione dei mobili ed elettrodomestici. Vogliamo, comunque, occuparci di altro. Quest’anno il governo non si è visto, ne i piloti, le guardie del corpo, i militari, i poliziotti, gli imbroglioni…, affatto. Il motivo è molto semplice. Le promesse degli allagamenti di due anni fa non sono state mantenute. Sono rimaste semplicemente promesse e non è stato dato nessun risarcimento promesso. Quest’anno l’imbroglio non va, poiché il 23 giugno ci saranno le nuove elezioni per il parlamento. Ma, andiamo oltre gli imbrogli. Non è stata colpa del meteo, come dichiarava il Premier Berisha due anni fa, che queste piogge arrivano in Albania una volta ogni 100 anni, n eanche la mancanza delle arginature protettive, poiché gli ultimi due anni sono stati consumati fondi di milioni di euro dalle tasse del popolo, per la loro costruzione, nonostante non siano state costruite, eccetto che su carta. Infatti, l’Albania, sia durante la dittatura di Enver Hoxha che in questi ultimi 22 anni è stato uno stato su carta, uno stato dove cerchi fino alla punta dell’ago le alternative per giustificarsi e i modi per ingannare, pensando che i cittadini hanno una memoria corta, come uno flash.
Le acque di Drini e Buna sembra diventino molto fangose quando si mischiano con le acque dei premier e ministri come Fatos Nano, Sali Berisha o Dritan Prifti, persone abituate a premere sulla politica, fare la morale agli albanesi e dare lezioni di speranza alle loro vittime attraverso demagogie. Questa squadra di politici durante gli anni ha costretto decine di migliaia di persone a traslocare sui camion, di notte, per stare nei campi, i bambini a piangere e subire traumi, le donne a partorire sulle barche tutte bagnate e con la pancia vuota, pregando il Signore: “Signore salva i nostri figli e dacci il pane quotidiano”. È quasi un mese ormai che più di 3.000 ettari di terra sono sott’acqua, mentre gli ortaggi ormai sono andati distrutti e la primavera se ne va e non c’è più tempo per mietere. Migliaia di case sono allagate e la gente non ha niente da mangiare. Questa situazione in cui lo stato non se ne occupa dei suo cittadina, la sta sfruttando il partito in opposizione, il PS, a suo favore per le elezioni parlamentari del 23 giugno, che ha sempre promesso alle vittime le soluzioni non appena prenderà il potere con il voto del popolo. L’opposizione cerca di essere vicina in questo periodo mandando anche degli aiuto concreti. Il deputato di Scutari, Tom Doshi, sembra sia la p ersona di cui si stanno fidando le persone delle zone allagate. Molti di loro dichiarano che se Tom Doshi promette, lui mantiene.
E lo stato? Lo stato non si fa sentire. Gli allagati nel nord dell’Albania sembra non possano più aspettarsi ormai niente da questo governo che gli ha dato solo promesse. Però, gli allagati sembra stiano aspettando tranquilli il 23 giugno per votare tutti contro gli impostori, contenti che non vengono visitati da generali di guerra come Arben Imami, ed altri che vanno e vengono con gli aerei e invece del pane e dei vestiti cercano di dargli coraggio che la battaglia con l’acqua è l’ultima…! Anche la Mosche di Piombo, uno dei monumenti di cultura più importanti di Scutari, ogni volta che piove viene dilagata. Questo oggetto di culto ha quasi 300 anni e lo stato non ha dato nient’altro che promesse, per proteggerlo contro le acque del fiume Drin.
Questa casta politica, l’unica a cui è capitato di allagare Scutari durante tutta la sua storia di 2400 anni, ha drammatizzato non soltanto la vita del popolo ma ha turbato anche la politica, dove abbiamo visto quelli della sinistra accusare i democratici come la causa, l’inganno e l’abuso della fiducia e delle tasse del popolo, come demagogici, padroni di schiavi, ma anche dei democratici che diffamato fino al decimo grado i socialisti che non gli hanno permesso di curare la vita degli elettori, poiché, secondo loro, essi gli danno il pane da mangiare nei campi di accoglienza. Ma quest’anno manca anche quel pane e la minestra. In fin dei conti, anche se hanno perso i loro possedimenti, queste vittime dell’acqua della politica per molti anni di seguito, quest’anno hanno ormai guadagnato la tranquillità, nonostante le autorità sono molto caute a non gettare ombre sull’opposizione, la quale l’hanno sempre accusata di essere d’ostacolo, ma usano un aggressività falsa e promettono che se vengono mandata ti per la terza volta consecutiva, non saranno gli stessi come fino ad ora. Neanche l’opposizione attacca il governo, se non tramite dichiarazioni medianiche, come dei palloncini, aspettando il giorno delle elezioni per prendere il loro voto. Sembra che l’opposizione abbia cominciato una nuova politica, aiutare in modo concreto, lontano dai rumori, gli inganni, poiché la gente con la pancia vuota che prende gli alimenti iscrivendosi nelle liste dei debitori, non si accontenta di solo questo. Vogliono vivere e sperare, vogliono essere responsabili anche del voto a chi lo danno.
Quando queste cose succedono, sembra che anche il popolo è troppo stanco non crede alle chiacchiere e le falsità politiche, ma vuole la sicurezza per la vita e la proprietà, il ché gli viene promesso dal PS. Per questo, forse non vi sono accuse concrete, come per esempio “chi ha costruito sui collettori di Scutari”, “dove sono andati i fondi per le arginature”, “perché non vi è stato risarcimento danni”, e non vi sarà mai a quanto pare, ma si lasciano migliaia di persone nella speranza della preghiera: “Signore, dacci oggi il nostro pane quotidiano”, in attesa del loro voto del 23 giugno.
Sokol Pepushaj
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