koka

nr.86 / 16 janar 2006

alukit

 

Le porte aperte dell’Italia

La parola emigrato, in genere è una parola triste per gli albanesi. Questa parola sottintende una vita piena di sacrifici e sofferenze, e non solo, ma anche il più tragico, la morte, poiché Otranto ha preso la vita di migliaia di persone negli ultimi 15 anni, da quando l’Albania cominciò ad aprirsi all’occidente.

                In queste condizioni la possibilità di integrarsi nella normalità della vita occidentale era quasi impossibile. In questi ultimi anni però, da quando alla direzione del Consolato del Nord dell’Albania è venuto il sig. Roberto Orlando, grazie alla sua dedica al lavoro, grazie all’intero staff, il termine emigrato non suona più come prima, anzi suona meglio. L’Italia ha aperto le porte per tutti quelli che adempiono le condizioni poste dalla legge, secondo le esigenze della Comunità Europea. Diversamente da tre anni fa, l’ottenimento di un visto nel Conoslato d’Italia a Scutari non comporta nessun problema. Per lo staff del Consolato basta che la documentazione sia apposto, perché la legge e sacra. È il più esemplare corpo diplomatico dell’Albania. Sempre lontano dalle differenze politiche, religiose, raziali. Secondo il Preside della Camera del Commercio, Anton Leka, il Cosole Orlando ha cambiato il clima diplomatico, sociale e culturale. C’è più spazio legale per il commercio, i media e la cultura. Sono questi i tre ponti sicuri per l’integrazione degli albanesi in Europa, sono questi i tre ponti che rendono anche il potente stato italiano più interessato alle grandi risorse e valori dell’Albania. Di questo scriveremo ancora in continuazione. Su questo, del Consolato d’Italia non si è più parlato male, diversamene dal Consolato di tre anni fa.

                Con la vicina Italia ci collega l’amicizia, la cultura, l’interesse, siccome gli affari, come base della società capitalista, si rinforza sempre di più tra i due stati. Più di 180.000 emigrati vivono e lavorano oggi in Italia. Si sono ben integrati ed hanno acquisito abbastanza cultura e civiltà.

                Il peso più grande, che non puoi non menzionare, cade sul corpo diplomatico a Scutari, poiche il Sud ha degli interessi più grandi con la Grecia. La c’è un altro panorama. Secondo un rapporto pubblicato in America, solo bambini dell’età da 5 a 14 anni, sono circa 6400 che vengono sfruttati non solo come mendicanti ma anche sessualmente. Con l’Italia è tutto diverso. Le porte sono aperte e le leggi sono forti. Con queste leggi si sta abituando un grande numero di albanesi.

 

Natale a Roma

Antico quanto l’antichità, maestoso quanto la maestà, Roma, la città dei filosofi più famosi, Giordano Bruno e Tommaso Campanella, dell’irripetibile fisico ed astronomo Galileo Galilei, appare come un amfiteatro enorme. Con noi stanno anche i bambini che riempiono lo sguardo e l’anima con l’universo di una delle più belle città del mondo. Vicino al famoso museo hanno improvisato la nascita di Cristo. Un piccolo “covo”, un po di erba secca ed un bambino. Quel bambino è Gesù Cristo che ilumina l’intero mondo. Ognuno che si trova lì vorrebbe far posto nella sua famiglia ad una tale creatura. Ognuno di noi pensa che è venuto in questo mondo per essere buono, giusto, gentile, per lasciare alle prossime generazioni molti beni, più di quanto ci lasciarono i nostri antenati. Questo piccolo bambino da un grande messagio. Ci troviamo in questa vita per degli sacrifici, per sentire e per aiutare. Quì, in questo ambiente di festività troviamo non pochi musulmani. Ecco Mehmetda Marocco con la moglie e i due figli Estor e Mirato, Jonuz, Lutfi, Fari and Mejreme da Pristina, sono quì vicino dove stà il piccolo Gesà Cristo.

                Il mondo comincia man mano a capire che per l’intera umanità, la religione è questione e diritto personale di ognuno, solo l’amore, la bontà e la pace sono gli ingranaggi che fanno la vita più sicura, più bella.

                Il Papa Benedetto XVI da un messaggio a pochi chilometri da lì, nella Piazza San Pietro. Tutta l’umanita ha volto il suo sguardo da quella parte. Cristo è nato. Pace in questo mondo così grande e così piccolo...

 

A cavallo degli anni a Rimini

31 Dicembre 2005. Notte. Giriamo con la nostra auto per trovare un posto di parcheggio. La città è bella e piena di gente. Uno schermo gigante in spiaggia, di fronte al Grand Hotel, un palco come quello ha davanti e intorno un “mare” di gente. Così come si riempie un fiume quando piove, così la piazza si riempie circa due ore prima di mezzanotte. Il noto presentatore Carlo Conti ed altri artisti e musicisti, dei più famosi in Italia, comunicano attraverso Rai Uno, in diretta con tutto il mondo. Uno spettacolo che riempie di piacere particolarmente quelli che sono presenti. È venuta molta gente, dopo un anno di lavoro faticoso e piacevole, per goire, per tenere sulle braccia i bambini che vogliono vedere e registrare tutto nella memoria. Il cielo è illuminato dai fuochi d’artificio, anche se piove. Lì conosciamo anche albanesi.

                Senza capirlo, mezzanotte arriva. Il momento finale. Le bottiglie di spumante si aprono nello stesso istante. La pressione fa tornare indietro anche la pioggia, per ritornare di nuovo sulle nostre teste. Bello. Molto bello. Gli italiani sanno festeggiare, fare posto all’altro, all’extracomunitario, così come sanno lavorare.

                In verità, dopo le 1.45, mentre la gente comincia a lasciare i festeggiamenti sulla piazza, senti dei frammenti di discorsi riguardo al lavoro. E tu pensi: Si, solo il lavoro ha fatto andare avanti questo potente stato.

 

Il 2006 per l’Italia

È veramente un anno pieno di aspirazioni. L’Italia ha bisogno di più di 250.000 extracomunitari per fare dei lavori stagionali. L’Albania ha delle priorità, da dove verrannno assunti oltre 6000 persone. Il governo di Silvio Berlusconi ha approvato il decreto il quale sarà pubblicato questi giorni. Le richieste tramite la posta italiana. Al servizio dei datori di lavoro quest’anno ci sono 14.000 sportelli, che verranno aperti tutti lo stesso giorno nella stessa ora. Il datore di lavoro, oltre a quanto pubblicheremo appena precisato, dovrà assicurare all’emigrato un alloggio ed il biglietto di viaggio, nonche l’assicurazione sanitaria.

                Dopo l’aprovazione del decreto da parte del governo, il Direttore Generale per l’Emigrazione nel Ministero del Lavoro, Giuseppe Silveri, afferma che dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto verrà presentato al Comitato dei Ministri, per passare poi nei vari comissioni parlamentari ed il Controllo dello Stato, dove saranno prioritari i profili professionali. È il lavoro presso la famiglia, la cura delle persone, l’edilizia, lavori della stagione ed altri profili. Solo negli ultimi otto anni, in base a questa legge hanno approfittato 79500 albanesi, gran parte dal Nord dell’Albania. Anche questa è una porta aperta dell’Italia per gli albanesi interessati. Però attenti ai documenti, perche la legge è legge ed il Consolato d’Italia a Scutari la osserva con fanatismo.

Sokol Pepushaj

 

Vaticano: Vandalismo albanese con la croce cattolica

Il giornale del Vaticano “l’Osservatore Romano”, dichiara che “non permetteremo mai che ci portino via la croce”

                Il giornale ufficiale del Vaticano “l’Osservatore Romano”, ha protestato ieri riguardo al danneggiamento della croce posta nella zona di Bushat a Scutari, da parte di persone ancora non identificate. Secondo il giornale ufficiale, il segamento della croce avvenne il giorno che i musulmani festeggiavano il Bajram, il giorno stabilito del sacrificio. Secondo “l’Osservatore Romano”, “questo episodio d’intoleranza, è diretta ai credenti cristiani”. Il Vaticano a questo punto cita le parole di Papa Giovanni Paolo II, durante il suo viaggio in Austria nel 1998: “Non possiamo mai permettere che la croce, il simbolo della salvezza, ci venga portata via dagli altri”.

                Più avanti, “l’Osservatore Romano”, giornale ufficiale del Vaticano, scrive che il 10 gennaio di quest anno, due persone hanno segato i piedi di una croce di sei metri, posto in una collina su “Rranxa” di Bushat nel distretto di Scutari. “La croce èra stata messa in un’area abitata in modo dominante da cattolici”, dice il giornale ufficiale del Vaticano. Secondo esso, “la croce è stata causa di contese tra i cattolici del villaggio dove si trova, ed i musulmani dei villaggi d’intorno”. “L’Osservatore Romano” dice che l’incidente è avvenuto il giorno che il Presidente dell’Albania, Alfred Moisiu si trovava a Scutari nell’occasione della festa di Bajram. I musulmani sono in maggioranza in Albania. Circa 70% in questo paese sono musulmani, 20% sono ortodossi ed il resto di 10% sono cattolici, mette in evidenza “l’Osservatore Romano”, il giornale ufficiale del Vaticano.

ed.ku